19:18 24 Febbraio 2020
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Il cantante Fedez si scaglia contro la citofonata bolognese di Matteo Salvini, ma confonde la cittadina che ha indirizzato Salvini, con la portinaia del quartiere Pilastro di Bologna, che non esiste.

Questa mattina Fedez, appena alzatosi ha acceso il suo smartphone e tra i primi video della giornata gli è toccato vedere, quello di Matteo Salvini che citofona a casa di un uomo che secondo alcuni residenti della zona, sarebbe uno spacciatore.

Ecco cosa scrive il cantante Fedez su Instagram, dimostrando tutto il suo non amore per Matteo, quello della Lega.

“Stamattina mi imbatto in questo video dove, in sostanza una signora dice al buon Salvini che il tipo del primo piano spaccia e lui decide di dare vita a questo teatrino. Sembra banale dirlo, ma in uno stato di diritto non dovrebbe essere la portinaia del condominio a dare l'etichetta di spacciatore. Il buon Matteo forse voleva vestire i panni del giustiziere, mi è sembrato più un testimone di Geova mancato".

Beh, diciamo che quella di Fedez è una critica a Salvini con una qualche pecca, a voler essere pignoli. Dal momento che vi è la libertà di espressione religiosa, “nominare invano” i testimoni di Geova potrebbe apparire leggermente discriminatorio come compiere il gesto di Salvini, che questa mattina ha fatto davvero arrabbiare Fabio Volo durante il suo programma a radio Deejay.

E poi c’è un piccolo errore di contesto, perché nel quartiere Pilastro di Bologna nessuno si può concedere il lusso di avere una “portinaia del condominio”. Infatti quella che ha puntato l’indice contro la famiglia tunisina era una residente del quartiere, non una portinaia.

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