08:48 26 Maggio 2020
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La crisi economica si è abbattuta maggiormente su autonomi, commercianti e artigiani, che in dieci anni hanno perso oltre il 14% delle ore lavorative. Lo dice un rapporto dell'Ufficio Studi della Cgia.

La crisi economica che si è abbattuta sull'Italia nell'ultimo decennio, ha causato un'enorme contrazione del lavoro. Ma non sono stati tanto i lavoratori dipendenti a pagare le conseguenze della flessione economica, quanto i lavoratori autonomi. Lo rende noto la CGIA che riferisce i dati dal 2007, periodo pre-crisi, a fine 2018. 

In totale, il monte ore è crollato di 2.3 miliardi, riducendosi del -5%. Se la contrazione di ore lavorative tra i dipendenti si attesta a -121 milioni (-0.4%), tra gli autonomi si registra un crollo pari a  -2.2 miliardi di ore , una variazione negativa pari al 14.4%. La tendenza negativa si è interrotta nel 2015, quando il monte ore ha ricominciato a crescere. Nei primi 9 mesi del 2019 (ultimo dato disponibile) la situazione è in via di miglioramento e registra un incremento dello 0.5 per cento, ma resta ancora lontana dai livelli pre-crisi. 

“Sebbene dal 2015 il monte ore lavorate sia tornato a crescere – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – il gap con il livello pre-crisi è ancora fortissimo e a pagare il conto sono stati, in particolar modo, gli artigiani e i piccoli commercianti. In questi ultimi 10 anni, infatti, il numero complessivo di queste piccole attività di vicinato è diminuito di 200 mila unità. Chiusure che hanno desertificato molti centri storici e altrettante periferie di piccole e grandi città, con una veemenza che dal secondo dopoguerra non si era mai verificata”.

La contrazione delle ore lavorative ha infatti significato la chiusura di molte attività commerciali e artigianali. Ma non solo, anche la qualità del lavoro dipendente è diminuita, rileva CGIA. Sono aumentati i part time (+40.2%) a scapito dei lavoratori full time (-2.3%).  Infine, le regioni in cui si è registrata la maggior contrazione di ore si trovano al Mezzogiorno e sono Sicilia e Molise (-12.4% , Campania (-12,.3%) e Basilicata (-11.1%). Le regioni che invece hanno meno risentito di queste dinamiche sono Lombardia, Lazio e Trentino Alto Adige. 

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crisi, commercio, Cgia, Italia
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