10:06 29 Maggio 2020
Italia
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Entro il 2030 il Comune di Milano vieterà ai cittadini la possibilità di fumare all'esterno, a comunicare la decisione lo stesso sindaco Giuseppe Sala. Il primo passo, che diventerà realtà già nel 2020, sarà il divieto di fumo alle fermate dell'autobus e in coda nei luoghi pubblici.

Il problema dello smog nella città di Milano, insieme ad altri grandi agglomerati in Italia, ha raggiunto un punto di non ritorno. Tra le soluzioni, anche quella del divieto di fumare all'aperto. La decisione sul divieto è stata annunciata dal sindaco della città Giuseppe Sala, durante un incontro con alcuni cittadini, spiegando che si tratta di un provvedimento inserito all'interno del Regolamento Aria-Clima, che sarà a breve discusso nel Consiglio comunale e il sindaco spera sia approvato entro marzo.

"Entro il 2030 non permetteremo più di fumare all’aperto. Da subito non lo permetteremo alle fermate dell’autobus e in coda ai servizi pubblici, dove non si dovrebbe fumare", afferma il sindaco di Milano incontrando i cittadini del quartiere Isola e rispondendo alle domande sul clima e sugli interventi per l’ambiente

Ha aggiunto poi che la strada è ancora lunga, per poter arrivare a respirare meglio nella città di Milano: "Questa è la visione della Giunta, ogni proposta dovrà passare dal Consiglio comunale. [...] Noi non crediamo ad esempio al sistema delle targhe alterne. Stiamo preparando un regolamento "Aria-Clima" che andrà in dibattito e pensiamo di poter adottare per marzo, che riparte dalle causi dell’inquinamento, che sono plurime. Ci sono quelle più evidenti, come il riscaldamento e il traffico, ma incidono anche il fumo di sigarette, i forni delle pizzerie, gli ambulanti con motori a benzina accesi. Incidono una serie di cose: il regolamento andrà a stabilire formule e obblighi".

La decisione presa dal sindaco di Milano non rappresenta il primo tentativo di estendere il divieto di fumare sigarette dai "soli" luoghi pubblici agli spazi esterni. Ad ottobre il Comitato Nazionale di Bioetica ha sostenuto la necessità di estendere il divieto di fumo anche nei luoghi pubblici esterni frequentati particolarmente da bambini e donne in gravidanza al fine di limitare i danni causati dal fumo passivo, anche se, come registrato dall'Oms, il numero di individui fumatori alla fine del 2019 è diminuito per la prima volta negli ultimi 20 anni, con una maggioranza di donne che smettono di fumare.

 

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