10:20 21 Ottobre 2020
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Italia penultima in Ue per il livello di istruzione dei lavoratori, peggio solo la Romania. Quasi un terzo degli occupati, invece, ha solo la terza media.

L'Italia è fanalino di coda in Europa per il livello di istruzione dei lavoratori. I dati emersi dall'ultimo rapporto Eurostat parlano chiaramente: solo il 23,4% degli occupati, meno di uno su quattro, è in possesso di una laurea. Una percentuale ben al di sotto della media europea che si attesta al 36,8%, ovvero più di un lavoratore su tre.

Il gap è destinato ad allargarsi se si confrontano i lavoratori italiani con quelli di Paesi con un know how avanzato, come Regno Unito, col il 47,2% di occupati con formazione universitaria, o la Francia e la Germania che hanno rispettivamente il 43,3% e il 30,6% di lavoratori laureati. Un quadro avvilente per il mercato del lavoro italiano, poco attrattivo per i lavoratori con titoli accademici, già meno pagati rispetto agli altri paesi. Solo la Romania fa peggio. 

Le donne più formate degli uomini

Sono gli uomini ad abbassare la quota di lavoratori con formazione universitaria in Italia. Se si considerano infatti i soli dati concernenti la popolazione maschile, appena il 18,2% dei lavoratori risulta laureato e il gap con la media Ue (32,8%) schizza a 14 punti. Allo stesso tempo cresce la percentuale di lavoratori maschi con appena la terza media: sono il 35%, oltre un terzo degli occupati. La media europea è, invece del 18%.

Se si guarda invece alle sole donne, la percentuale delle occupate con titolo universitario cresce al 30%. Ma resta sempre lontana di dieci punti dalla media europea delle donne istruite e lavoratrici, che si attesta al 40%. Dato che dimostra come le donne, per trovare lavoro hanno bisogno di possedere un livello di istruzione più elevato rispetto agli uomini. 

Tuttavia Eurostat segnala che la situazione è in netto miglioramento rispetto a dieci anni fa. Nel 2009 gli occupati maschi con la terza media erano quasi la metà degli occupati, mentre il dato delle persone con titolo universitario che lavorano resta più o meno stabile al 23,1%.

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Eurostat, Lavoro, Europa, Italia
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