01:56 05 Aprile 2020
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Aveva mostrato il sedere ai poliziotti durante un trekking No Muos: condannato a sei mesi di reclusione. Assolti invece gli attivisti accusati di aver tagliato le reti della recinzione della base militare.

Assolti gli attivisti del movimento No Muos, accusati a vario titolo di manifestazione non autorizzata, danneggiamento e favoreggiamento. Tutti e 24 gli indagati, tranne uno. Si era abbassato i pantaloni mostrando le natiche ai poliziotti, adesso è stato condannato a sei mesi per oltraggio a pubblico ufficiale. 

Si tratta di Pippo Gurreri, storico attivista del movimento che da oltre un decennio si batte per la tutela del territorio e la smilitarizzazione dalle installazioni di uso esclusivo dell'esercito USA. Le mega antenne Muos, per l'esattezza, che si aggiungono a un precedente sistema di antenne di trasmissione, sempre appartenenti all'esercito statunitense e collegate alla US Navy di Sigonella, che insistono nell'area della riserva naturale "la sughereta" di Niscemi. 

I fatti risalgono al 21 luglio 2016, durante lo svolgimento di una "passeggiata No Muos" lungo il perimetro della base.  Durante il trekking alcuni militanti avevano tagliato con una forbice le reti della recinzione che delimita l'installazione militare USA. In seguito a questo gesto, rivendicato dal movimento come la "volontà simbolica di riappropriarci di qualcosa che è nostro e che ci è stato sottratto", erano stati spiccati diversi avvisi di garanzia. 

Il processo, celebrato dal Tribunale di Gela, si è concluso con le assoluzioni degli accusati del taglio delle reti e della manifestazione non autorizzata, per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste. Destino diverso per Gurreri, ripreso dalle videocamere della Digos mentre si abbassava i pantaloni davanti agli agenti. 

Amarezza nel movimento No Muos, per la condanna di un ultrasessantenne che appare ingiusta, secondo quanto gli stessi attivisti scrivono sulla loro pagina facebook. 

"Ci chiediamo perché - commenta il coordinamento No Muos - lo Stato spenda così tanti soldi per difendere una base a uso esclusivo statunitense, indagando centinaia di persone, con tutte le conseguenze del caso, con inchieste che hanno il sapore della vendetta.

Anche in questo caso durante il trekking siamo riusciti a violare la base e tagliare le reti, pratica che continuiamo a rivendicare, ma ciononostante tutti gli attivisti sono stati assolti. Dovendo pur punire qualcuno, per giustificare economicamente e politicamente l'insensato spiegamento di forze, questa volta la condanna è toccata a un compagno ultrasessantenne colpevole di aver mostrato il proprio deretano".

Tags:
movimento, MUOS, Base militare Sigonella, Sicilia, Italia
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