13:16 25 Gennaio 2020
Italia
URL abbreviato
0 01
Seguici su

Il Ministero dell'Istruzione si è espresso riguardo al caso della scuola di Roma affermando che le azioni portate avanti da tale istituto in materia di suddivisione delle classi non rientrano nelle linee guida del Ministero. Nel frattempo Codacons denuncia preside e consiglio d'Istituto per istigazione alla discriminazione

Il Ministero dell'Istruzione ha deciso di esprimersi nei confronti del caso dell'Istituto comprensivo di via Trionfale a Roma, protagonista della bufera causata dalla suddivisione degli studenti in plessi diversi in base al ceto e dalla descrizione della suddivisione presente all'interno del sito della scuola.

"Quanto apparso sul sito della scuola IC Via Trionfale di Roma non ha nulla a che fare con Linee guida ministeriali o altra documentazione richiesta dal Ministero dell'Istruzione. [...] Se la scuola, per giustificare la descrizione del contesto che è stata fornita sul proprio sito, sostiene di aver seguito precise Linee ministeriali, riferendosi a documenti come il Rapporto di autovalutazione o il Piano triennale dell'offerta formativa, si sbaglia", affermano fonti interne al Miur.

La descrizione fornita sul sito secondo il consiglio d'istituto della scuola, dovrebbe essere letta come "mera descrizione socio-economica del territorio, secondo le indicazioni del Miur per la redazione del Pof".

Tuttavia, secondo quanto smentito dal Miur,  "In quei documenti (relativi alla descrizione dell'Istituto, ndr) è richiesta una semplice analisi del contesto al fine di definire al meglio le scelte didattiche e l’offerta formativa, nonché il percorso di miglioramento da realizzare. Tant’è che la descrizione del contesto all’interno del Rav e del Ptof, definiti dall’IC Trionfale, non contiene elementi di discriminazione. Pertanto è stata una libera scelta dell’Istituto inserire quel testo in una pagina di presentazione della scuola ad uso dei genitori, accessibile dall'home page, particolarmente visualizzata, peraltro, nel periodo delle iscrizioni".

Insieme alle distanze prese dal Miur, il Codacons ha deciso di agire denunciando il preside ed il consiglio d'Istituto per istigazione alla discriminazione ed abuso d'ufficio, reato punibile con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro.

"Si tratta non solo di un gesto vergognoso e squallido, ma di un episodio che potrebbe costituire un reato. Per questo abbiamo deciso di presentare una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Roma contro dirigente scolastico e consiglio di istituto, in cui si ipotizza la fattispecie di istigazione alla discriminazione", spiega il presidente di Codacons Carlo Rienzi.

Il caso dell'Istituto comprensivo di Roma

Descrizione shock sul sito dell'Istituto comprensivo "Via Trionfale": un plesso frequentato da bambini appartenenti a famiglie a reddito medio alto, l'altro da alunni provenienti dalle classi povere o figli di immigrati. Una terza sede, invece accoglie invece esclusivamente l'alta borghesia. Questa la descrizione che appare nella descrizione dell'offerta formativa dell'istituto comprensivo "Via Trionfale", che ci tiene a precisare le capacità di reddito delle famiglie che compongono l'utenza della scuola.

Il caso ha causato molte reazioni di polemica nelle famiglie a causa della suddivisione in ceti sociali di minori.

Tags:
Codacons
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik