13:14 25 Gennaio 2020
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Descrizione shock sul sito dell'istituto comprensivo "Via Trionfale": un plesso frequentato solo dai figli dei ricchi, un altro da bambini poveri e immigrati.

Un plesso frequentato da bambini appartenenti a famiglie a reddito medio alto, l'altro da alunni provenienti dalle classi povere o figli di immigrati. Una terza sede, invece accoglie invece esclusivamente l'alta borghesia. Questa la descrizione shock che appare nella descrizione dell'offerta formativa dell'istituto comprensivo "Via Trionfale", che ci tiene a precisare le capacità di reddito delle famiglie che compongono l'utenza della scuola. 

Sul sito dell'istituto, composto da quattro sedi nei Municipi XIV e XV della Capitale viene spiegato che "l'ampiezza del territorio rende ragione della disomogeneità della tipologia dell’utenza che appartiene a fasce socio-culturali assai diversificate". 

La specificità di ogni plesso viene dunque messa in evidenza a partire dalla classe sociale di appartenenza degli studenti che lo frequentano. Così, si legge che a frequentare la scuola nelle sedi di Via Trionfale e via Taverna, sono i bambini che appartengono a "famiglie del ceto medio-alto", mentre il plesso del quartiere popolare di Monte Mario, in via Assarotti, è frequentato da "alunni di estrazione sociale medio-bassa e, tra gli iscritti, conta il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana".

Per ultimo, "il plesso di via Vallombrosa, sulla via Cortina d’Ampezzo, accoglie, invece, prevalentemente alunni appartenenti a famiglie dell’alta borghesia assieme ai figli  dei lavoratori  dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti, e simili)".

La descrizione, ritenuta offensiva e discriminatoria da parte di molte famiglie, ha scatenato una forte polemica in quanto sono in molti a ritenere inadeguato catalogare dei minori in base al reddito. 

I casi precedenti

Non è la prima volta che un istituto scolastico si trova coinvolto in una vicenda del genere. Lo scorso novembre, in una scuola  di Brescia, il Liceo Classico Arnaldo, presentava un'offerta formativa in cui si sottolineava la frequenza di studenti della classe medio-alta e il limitato numero di stranieri.

"Gli alunni provengono da un contesto socio-culturale in generale medio-alto, che offre buone potenzialità di formazione culturale e ricchezza di stimoli" era riportato sul sito, per continuare sottolineando "la presenza di studenti con cittadinanza non italiana" non "numericamente limitata". Questa presentazione aveva suscitato l'ira di alcuni genitori indignati. 

Precedentemente nel febbraio del 2018, un liceo di Roma, il Visconti, si era spinto anche oltre. In un rapporto di autovalutazione approntato per la sezione "Scuola in chiaro", l'istituto vantava non solo la limitata presenza di studenti stranieri ma anche disabili. Secondo i pedagoghi, entrambe le categorie rallenterebbero lo studio compromettendo l'efficienza e l'efficacia dell'insegnamento. 

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Roma, Scuola, Italia
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