18:17 28 Gennaio 2020
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Bloccare le auto non serve. Lo ha detto il direttore dell'Istituto dell'Inquinamento Atmosferico. Bisogna limitare i chilometri percorsi, incentivare i trasporti pubblici e limitare l'uso di stufe a legno e pellet.

Una misura che lascia il tempo che trova, come tutte le misure emergenziali. Così ha detto a Repubblica Cinzia Perrino, direttore dell'Istituto dell'Inquinamento Atmosferico del CNR. 

Bloccare il traffico non è una misura sufficiente a ridurre le emissioni di polveri nell'aria e quindi lo smog. Se "metti tanti fumatori in una stanza chiusa e chiedi ad un paio di smettere di fumare" non cambierà nulla, "bisogna aprire la finestra", spiega. 

Le limitazioni al traffico, ad esempio la sospensione della circolazione delle auto diesel o altri motori inquinanti, può incidere dal 25% al 12%. Una riduzione insufficiente che non impedisce, in condizioni climatiche di bassa pressione, come quelle che attualmente hanno colpito Piemonte e Lombardia, di creare una cappa di smog con livelli molto concentrati di PM10. 

L'inquinamento da pellet e stufe a legna

Secondo la Perrino, le amministrazioni intervengono con misure emergenziali, come quella della circolazione alternata o del blocco del transito, perché non riescono a portare avanti dei piani pluriennali di riduzione delle polveri metalliche nell'aria, che non riguardino solo la circolazione automobilistica, ma anche le emissioni provenienti da stufe e dalla combustione di legna e pellet. 

"Negli ultimi anni - prosegue - c'è stato un aumento importante dell'uso di  legna e pellet per il riscaldamento, di termostufe, termocamini e caminetti, tutte strutture che emettono molte polveri, anche se sono impianti piccoli e domestici". Installazioni di riscaldamento che danno un "contributo negativo" alla qualità che respiriamo. Le regolamentazioni in materia esistono, ma sono ancora insufficienti. 

Limitazioni ai chilometri percorsi

La direttrice spiega anche che da un punto tecnologico, si può fare poco per migliorare le funzionalità del motore. " Euro 5 e Euro 6 sono molto vicini come caratteristiche emissive, non si migliora più di tanto. E' giusto continuare a cercare nuove soluzioni ma sulla concentrazione delle polveri non riusciremo a fare miracoli".

Per questa ragione occorre agire "su chilometri percorsi. Un'auto è responsabile per ciò che esce dalla marmitta ma anche per  il risollevamento delle polveri depositate sulle strade".

Indipendentemente dalla categoria del veicolo, sottolinea la Perrino, un'auto solleva le polveri e quindi contribuisce alla concentrazione di PM10 e al peggioramento della qualità dell'aria. 

La soluzione? "Va implementato il trasporto pubblico - conclude - ed è necessario puntare su tecnologie più sostenibili e trovare il modo per evitare che tutte le persone usino l'auto sempre, anche per i minimi spostamenti". 

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smog, inquinamento, Italia
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