20:21 06 Aprile 2020
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La sesta sezione penale della Cassazione ha reso note le motivazioni del dispositivo che ha annullato la misura cautelare relativa all'obbligo di dimora del primo cittadino di Bibbiano, comune emiliano travolto dagli strascichi dell'inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi illegali di bambini.

Per i massimi giudici non sussistono "esigenze cautelari" basate su "requisiti della concretezza e dell'attualità" nei confronti del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti.

Questo si legge nelle motivazione della sentenza emessa lo scorso 3 dicembre, che aveva annullato tutte le misure cautelari a carico di Carletti e revocato senza rinvio l'ordinanza del Riesame di Bologna che aveva sostituito con l'obbligo di dimora gli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto il sindaco del comune emiliano nell'ambito dell'inchiesta sui presunti affidi illeciti. La notizia è riportata dal sito di Rainews.

Va sottolineato che il sindaco non era coinvolto negli affidamenti finiti nel mirino degli investigatori, ma le accuse riguardavano abusi nella concessione di locali pubblici alle persone accusate nell'inchiesta Angeli e Demoni.

La sesta sezione penale della Cassazione non ha rilevato "nessun pericolo di reiterazione del reato, né di inquinamento probatorio, osservando, nella sentenza depositata oggi, che il Riesame non ha indicato "elementi concreti dai quali sia possibile desumere le ragioni della persistente effettività del ravvisato 'periculum libertatis'".

Reazione Renzi

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha reagito alla notizia su Facebook:

Bibbiano, Salvini non demorde

In precedenza dopo la revoca dell'obbligo di dimora al sindaco Dem di Bibbiano Andrea Carletti da parte dei giudici della Cassazione, il leader della Lega aveva dimostrato di non provare pentimento per le accuse contro il Pd nell’ambito dell’inchiesta "Angeli e Demoni".

"Bibbiano? Le uniche scuse devono farle coloro che senza motivo hanno portato via i bambini alle loro famiglie e coloro che hanno coperto questo indegno sistema".
Tags:
Bambini, Giustizia, Italia, Società
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