04:52 04 Aprile 2020
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La visione dell'Italia e della politica estera di Matteo Renzi, svelata durante l'intervista rilasciata dal leader di Italia Viva al Corriere della Sera.

Matteo Renzi è da poco rientrato dalla Cina ed ha concesso una lunga e approfondita intervista al Corriere della Sera, riportata integralmente sul sito di Italia Viva.

L’ex segretario del Pd parla del suo precedente partito e della decisione di Zingaretti di sciogliere il partito, ma l’ex presidente del Consiglio si occupa anche della crisi libica e del ruolo dell’Italia e dell’importanza di contrastare l’iniziativa turca di impadronirsi della Libia.

E non manca di pungolare il M5s con cui è al governo dallo scorso mese di settembre, quando Italia Viva non esisteva ancora e lui era ancora un senatore del Pd.

Renzi parla del Pd in fase di scioglimento

Non è molto contento di parlare del suo ex partito, ma lui di quel partito ne è stato un pezzo di storia degli ultimi anni e più di tutti ne è stato la causa della disgregazione.

“Sono l’ultimo a poter parlare del dibattito del Pd. Ma ho rispetto per Zingaretti e i suoi: se pensano che la soluzione sia davvero aprire alle Sardine, alla società civile recuperando un rapporto con la Cgil o assorbendo Leu, noi di Italia viva non saremo in difficoltà. Anzi, ci si apre un’autostrada. Spostandosi sulla piattaforma di Corbyn o di Sanders si perde. Noi siamo un’altra cosa: radicalmente riformisti. In bocca al lupo a ciò che verrà dopo il Pd. Italia Viva sarà una casa accogliente per tutti i riformisti”.

Renzi e il M5s che non c’è più

E sul M5s Matteo Renzi affonda il coltello nella piaga, anche dimenticandosi che è con loro al governo.

“Il Movimento che abbiamo conosciuto non esiste più. È evaporato. Non è un auspicio: è un fatto. I loro leader devono decidere quando e come prenderne atto. Troveranno un modo per sostenere il governo e proseguire la legislatura, ma i Cinque Stelle della piattaforma Rousseau già non esistono più. In Parlamento è un’emorragia quotidiana. Non mi interessa il finale della loro storia: il populista vince le elezioni ma perde la sfida del governo. Perché se costruisci la carriera partendo dai Vaffa contro il potere, quando diventi il potere il gioco ti si ritorce contro. Lascio i grillini ai loro dibattiti, noi parliamo di crescita e politica estera”.

Ed a proposito della politica estera.

Renzi e la sua visione sulla Libia

Parole, quelle pronunciate da Renzi sul caso Libia, che avrebbero un peso se avesse un qualche incarico politico nel Governo italiano di questi giorni.

“La situazione libica è drammatica, non solo preoccupante. Il governo italiano non sta raccogliendo successi, uso un eufemismo, ma il problema è più ampio. Dobbiamo prendere atto che gli Stati Uniti sono meno attenti a questa parte di mondo. La scoperta dello shale gas ha portato gli americani all’auto sufficienza energetica e questo quadrante non è più decisivo come in passato per Washington. A ciò si somma la miopia dell’Europa che non si interessa al Mediterraneo, con atteggiamento autolesionista. Non a caso la Russia per l’intelligenza strategica di Putin e la Turchia per la scriteriata campagna di Erdogan ne approfittano. E un periodo difficile, occorrono nervi saldi e lucidità di visione”.

Ed ancora aggiunge, giusto perché sia chiaro come la pensa:

“Qui abbiamo un problema ben più grande: l’Italia deve riaffermare il proprio ruolo nel Mediterraneo e in Libia in particolare. E dobbiamo dire con forza che non permetteremo a Erdogan e ai turchi di sostituirci come interlocutori in Libia. Questo vale per il petrolio e per l’Eni, certo. Ma vale per tutto: per l’immigrazione, per le infrastrutture, per la relazione Europa-Africa. A me non interessa chi incontra Conte a Palazzo Chigi: a me interessa che l’Italia non perda la leadership nel Mediterraneo”.

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Matteo Renzi, Italia Viva
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