15:50 26 Febbraio 2020
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Multato per 300mila euro per aver salvato 104 persone, il comandante Claus Peter Reisch della Ong Marie Eleonore, ribadisce di avere fato tutto per salvare vite umane.

Incredulo di fronte alla multa da 300mila euro comminata dal Tribunale, il comandante della nave Marie Eleonore, Claus Peter Reisch, di una cosa è sicuro, “non potevo permettere che i migranti morissero”.

Il 2 settembre dello scorso anno decise di entrare nel porto di Pozzallo con 104 migranti a bordo della nave della Ong, perché le condizioni meteo erano proibitive e perché quelle persone erano sulla nave da una settimana.

Ricordando quei momenti, il capitano Reisch ricorda che allo scoperto c’erano appena 40 metri quadri di spazio per 104 persone. Il temporale li aveva bagnati tutti e per consentirgli di riscaldarsi e asciugarsi li fece scendere nelle cabine dell’equipaggio e usare i loro bagni. Alcuni furono collocati nell’infermeria, ma lo spazio a bordo era quello.

Ecco la decisione di sbarcare a Pozzallo, dove Reisch sapeva c’era un hotspot collocato “direttamente sul porto” che avrebbe consentito ai migranti di essere subito riconosciuti e di prestargli soccorso, senza essere costretti ad ulteriori spostamenti per gli accertamenti di rito.

Il no dalle autorità italiane

Le autorità italiane, in ottemperanza al decreto sicurezza bis voluto da Salvini, gli negarono l’approdo a Pozzallo come in qualsiasi altro porto italiano. La sua nave non poteva entrare in acque territoriali italiane, punto e basta.

Ricorda che non vi era altra soluzione possibile e decise di entrare in porto nonostante il divieto.

“Ho letto che qualche populista diceva di portarli altrove, ad esempio ad Amburgo. Ma come è possibile solo pensarlo? Sono oltre 4000 km di distanza. E' assurdo solo pensarlo. Queste persone non sanno di cosa parlano...”, ha aggiunto il capitano della Marie Eleonore intervistato da La Repubblica.

Tutti e 104 migranti trasferiti altrove

Claus Peter Reisch ci tiene a sottolineare che tutti e 104 i migranti sono stati smistati in Paesi diversi dall’Italia, sono andati in Germania (43), Francia, Portogallo, Irlanda e Lussemburgo. Nessuno in Italia.

Il problema era Salvini

Reisch ricorda un episodio, un colloquio avuto con le autorità tedesche (non specifica quali). Tali autorità gli avrebbero riferito che il problema non era la redistribuzione dei migranti, ma il vero problema “era l'ex ministro Salvini che aveva chiuso i porti in Italia”.

La richiesta di parlare con il ministro La Morgese
Ora il comandante della nave della Ong spera di poter essere ricevuto dal ministro dell’Interno La Morgese, a cui vorrebbe chiedere di abrogare il decreto sicurezza bis che considera disumano.

Intanto il capitano dovrà pagare 300mila euro di multa entro 60 giorni, ma ha già fatto sapere che farà ricorso, anche perché il processo è stato per lui molto costoso e pare di capire che lui i fondi per pagare la multa non li abbia.

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Tags:
espulsione migranti, Crisi dei migranti, quote migranti
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