04:29 06 Aprile 2020
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Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (85)
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Il drone MQ-9 che ha ucciso il generale iraniano Qasem Soleimani sarebbe partito da Sigonella, ma il ministero della Difesa e il ministro degli Esteri smentiscono la ricostruzione.

Secondo alcune ricostruzioni, il drone MQ-9 “Reaper” degli Stati Uniti che ha colpito e ucciso il generale iraniano Qasem Soleimani, sarebbe partito da Sigonella, l’aeroporto militare ubicato alle porte di Catania in Sicilia.

Nella base, considerata la base principale per le operazioni americane nel Mediterraneo, sarebbero di istanza sia i droni del tipo usato per eliminare il capo dei Quds, che altri velivoli a guida senza pilota come gli Hale, i Global Hawk e i Male.

Il ministero della Difesa italiano ha però smentito categoricamente la notizia con una nota.

“In merito alle notizie apparse su alcuni organi di informazione relative all’ipotesi di partenza di droni dalla base aerea di Sigonella per l’operazione che ha portato all’uccisione del generale iraniano Soleimani, la Difesa smentisce categoricamente anche alla luce delle ottime relazioni e contatti con la controparte militare americana presente sul territorio italiano”.

L’intervento del ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Interviene con un post sulla vicenda il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che sulla sua pagina Facebook ufficiale smentisce le ricostruzioni di stampa, secondo cui il drone killer del generale Qasem Soleimani sarebbe partito da Sigonella o da qualsiasi altra base Nato dislocata sul suolo italiano.

“Da qualche giorno leggo false notizie sul fatto che il drone statunitense che ha colpito Soleimani in Iraq, sia partito dalle basi Nato italiane. È assolutamente falso. In queste ore insieme al Ministero della Difesa siamo al lavoro per garantire la sicurezza dei nostri soldati e scongiurare una ulteriore escalation, senza clamori, senza slogan e senza iniziative improvvisate. Ai nostri uomini e donne in uniforme va il mio augurio di buon lavoro e la nostra vicinanza come Governo”.

Così Luigi Di Maio, ma è anche chiaro che determinate operazioni sono custodite dal segreto militare, il quale è segreto di Stato.

La polemica sulle basi americane in Italia

L’accaduto riaccende il malessere, mai sopito, della presenza di basi americane sul suolo italiano. La presenza di tali basi è stata sancita da un accordo post seconda guerra mondiale e poi rinnovato nel 1995 con lo “Shell Agreement”, che di fatto ha rinnovato lo “scudo” americano sull’Italia considerata geopoliticamente strategica per gli interessi statunitensi.

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Le tensioni tra Usa e Iran dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad (85)

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Ministero della Difesa, ministro degli Esteri, Luigi Di Maio
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