20:42 03 Agosto 2020
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Svolta ambientale e storica di Vogue Italia, che nel numero di gennaio rinuncia alle fotografie considerate troppo inquinanti a causa dei processi di produzione. Ma bisogna davvero arrivare a tanto?

Non ha precedenti nei 130 anni di storia di Vogue, la scelta annunciata da Emanuele Farneti di far uscire il numero di gennaio di Vogue Italia con sole illustrazioni.

Perché questa scelta? Perché, spiega il direttore della più importante rivista di moda, realizzare un solo numero di Vogue Italia impegna 150 persone, una ventina di voli aerei e una decina di viaggi in treno.

“Quaranta macchine a disposizione. Sessanta spedizioni internazionali. Almeno dieci ore di luci accese ininterrottamente, alimentate in parte da generatori a benzina. Scarti alimentari dei catering. Plastica per avvolgere gli abiti. Corrente per ricaricare telefoni, macchine fotografiche…”

Questo il costo ambientale “per difetto” di Vogue Italia e se l’obiettivo è quello sottoscritto nella dichiarazione dei valori di Vogue dalle 26 testate mondiali, allora un segnale di coerenza bisognava darlo.

Ed ecco la trovata creativa, far disegnare gli abiti di moda “da artisti che hanno lavorato rinunciando a viaggiare, spedire, inquinare”.

I volti delle donne raffigurate sono reali, come sono reali gli abiti realizzati insieme agli stylist, ma tutto a bassissimo impatto ambientale.
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Un messaggio forte, per iniziare il decennio dedicato al cambiamento climatico con una svolta a favore del clima. Ma reggerà? Lettrici e lettori apprezzeranno?

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Moda
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