02:05 24 Gennaio 2021
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Scattano il 3 gennaio i nuovi importi per gli assegni delle pensioni del 2020, adeguati al costo della vita. S i tratta di assegni rivalutati, con un lieve aumento per le tasche degli italiani.

Dal 3 gennaio 2020 saranno emessi i nuovi assegni pensionistici, rapportati al costo della vita dell'anno 2020, con i quali i pensionati troveranno qualche spicciolo in più alla fine di ogni mese. L'accredito nel mese di gennaio arriverà al secondo giorno bancabile, data la festività del 1 gennaio, a differenza degli altri mesi dove l'accredito arriverà il primo del mese. 

La rivalutazione degli assegni con l'adeguamento all'inflazione sarà quindi dello 0,4 per cento, ma il valore definitivo per il 2020 sarà poi determinato il prossimo 18 gennaio. Si tratta in sostanza di un aumento di circa 2, 3 euro mensili sui conti correnti dei pensionati, "briciole" dello Stato. Le pensioni minime passeranno da 513 a 516 euro, l'assegno sociale da 458 a 460 euro e le pensioni di invalidità civile da 285 euro a 286.

Per il momento l'Inps non recepisce la rivalutazione: il nuovo calcolo stabilito dall'ultima legge di Bilancio non entra sull'assegno. Secondo le rivalutazioni tuttavia, dal 3 gennaio, questo sarà lo schema. Per le pensioni superiori a 3 volte il minimo e inferiori a 4 la rivalutazione sarà del 97%, del 77% per gli importi tra 4 e 5 volte il minimo, del 52% tra 5 volte e 6 volte il minimo, del 47% oltre 6 volte, del 45 oltre 8 volte e solo del 40% oltre 9 volte il minimo. Con la manovra la rivalutazione sarà al 100% e non al 97 anche per gli assegni fino a 4 volte il minimo ovvero fino alla soglia dei 2.052 euro.

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