04:55 04 Aprile 2020
Italia
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Con un calo ulteriore delle nascite, che raggiungono i minimi storici, ed un aumento della speranza di vita, l'Italia si posiziona tra i Paesi più vecchi al mondo. Lo riferisce l'Annuario statistico italiano 2019, redatto da Istat.

Secondo quanto riferisce l'Istat, nell'Annuario statistico italiano 2019, nella sezione Popolazione e famiglie, l'italia rappresenta uno dei Paesi più vecchi al mondo, con un'analisi dei dati del 2018 che dimostra ulteriori cali nelle nascite e diminuzione dei decessi.

"Al 1° gennaio 2019 la popolazione residente in Italia è pari a 60.359.546 unità (29.384.766 maschi e 30.974.780 femmine), oltre 124 mila unità in meno rispetto all’inizio dell’anno [...] Il saldo naturale, già negativo, continua a decrescere, passando da -190.910 nel 2017 a -193.386 nel 2018, con un calo nelle nascite al minimo storico dall’Unità d’Italia" si legge nella redazione Istat.

Mentre le nascite continuano a calare, diminuisce anche il tasso di mortalità in Italia, aumentando la speranza di vita nel Paese: "Nel 2018 il numero dei decessi diminuisce e raggiunge le 633.133 unità, quasi 16.000 in meno rispetto all’anno precedente [...] la speranza di vita riprende ad aumentare attestandosi a 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine", spiega Istat.

L'Italia uno dei Paesi più vecchi: perché?

Nel corso degli anni il continuo aumento della sopravvivenza nelle età più avanzate e il costante calo della fecondità hanno reso l’Italia uno dei paesi più vecchi al mondo, con un grado di invecchiamento del Paese in aumento "al 1° gennaio 2019 è pari al 173,1 per cento, ancora in crescita rispetto all’anno precedente (168,9 per cento)". 

Famiglie: numerose ma piccole

Tra le cause principali abbiamo una diminuzione nel numero di matrimoni, che dopo l'aumento nel biennio 2014-2016 ha ripreso a calare, con il quoziente di nuzialità che passa dal 3,4 nel 2016 al 3,2 per mille nel 2017, con una maggiore presenza di matrimoni al Sud rispetto al Nord. I nuclei famigliari sono in aumento rispetto al passato, ma il numero di figli per famiglia diminuisce:

"Complessivamente, le famiglie di uno o due componenti rappresentano oltre il 60 per cento del totale, mentre quelle di almeno quattro componenti sono appena il 20,4 per cento. Tra le tipologie familiari, a registrare l’incremento maggiore sono le famiglie senza nucleo – quelle cioè in cui componenti non formano alcuna relazione di coppia o di tipo genitore-figlio, e che per la quasi totalità sono costituite da persone che vivono da sole. La maggioranza delle famiglie, il 63,2 per cento, è formata da un solo nucleo; in particolare le coppie con figli – che rappresentano la tipologia familiare più numerosa, ma
anche quella che ha fatto registrare la maggiore diminuzione negli ultimi anni", si legge nel rapporto.

Flussi migratori in calo

Attraverso le richieste per il permesso di soggiorno, l'Istat ha registrato che "nel 2018 i nuovi permessi di soggiorno rilasciati ai cittadini non comunitari sono stati 242 mila, oltre 20 mila in meno rispetto al 2017 (-7,9 per cento). Si conferma la prevalenza dei maschi - che rappresentano il 54,7 per cento dei nuovi flussi - rispetto alle femmine. Nel 2018, le iscrizioni dall’estero per trasferimento di residenza sono state 332.324, oltre 11 mila in meno rispetto all’anno
precedente; i cancellati per l’estero, invece, sono aumentati, passando da 155.110 nel 2017 a 156.960 nel 2018", conclude la relazione.

 

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