10:27 23 Settembre 2020
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Citati in giudizio 8 dirigenti, tra Miur e Agenzia del Demanio, per mancata riscossione affitto dell'edificio occupato da Casapound a Roma. I danni derivati dal mancato affitto ammontano a 4,5 milioni di euro, con un'udienza fissata per il 21 aprile.

La Corte dei Conti di Roma e del Lazio ha citato in giudizio 8 funzionari e dirigenti tra Miur e Agenzia del Demanio per la mancata riscossione dell'affitto del palazzo occupato, negli ultimi 15 anni, dal partito di estrema destra di Casapound. L'edificio, situato in via Napoleone III a Roma, è stato la sede del partito per 15 anni ma non è stato mai pagato l'affitto del palazzo. Il danno derivato dalla mancata riscossione ammonta a circa 4,5 milioni di euro.

"Si tratta di un bene di proprietà dello Stato, appartenente al patrimonio indisponibile. Non è tollerabile in uno Stato di diritto una sorta di 'espropriazione al contrario', che ha finito per sottrarre per oltre tre lustri un immobile di ben sei piani, sede storica di uffici pubblici, al patrimonio (indisponibile) dello Stato, causando in tal modo un danno certo e cospicuo all’erario", hanno affermato i magistrati contabili

Secondo i magistrati della Corte dei Conti, gli 8 dirigenti e funzionari citati in giudizio non si sono adoperati a favore né della restituzione dell'immobile, né dell'avvio di procedimenti di risarcimento: "I convenuti dirigenti preposti agli uffici competenti non hanno dato disposizioni per agire in via di autotutela amministrativa e per coltivare le azioni civilistiche volte alla restituzione del bene e al risarcimento dei danni che, richiesti in via autonoma o nell'ambito di azioni penali o civili possessorie e petitorie (mai intentate o mai coltivate), sarebbero stati liquidati in sede giudiziaria (sempre in misura pari ai canoni di locazione non percepiti)", continuano i magistrati. L'udienza è fissata per il 21 aprile 2020.

 

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