22:48 09 Maggio 2021
Italia
URL abbreviato
111
Seguici su

L'esponente radicale era stato accusato di aiuto al suicidio, dopo aver accompagnato Dj Fabo nel suo ultimo viaggio in una clinica svizzera.

"Assolto perché il fatto non sussiste", questa la formula con cui la Corte d'Assise di Milano dà ragione a Marco Cappato e premia la sua lotta per il diritto all'autodeterminazione nel fine vita. Un esito prevedibile dopo che il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, aveva chiesto il proscioglimento, sulla base della sentenza della Consulta dello scorso 25 settembre con cui si ritiene non punibile “chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.

Il pronunciamento della Corte è stato accolto con gli applausi dei presenti in aula. 

​La vicenda di Dj Fabo

Nel 2017 Marco Cappato aveva accompagnato Fabiano Antoniani, noto come Dj Fabo, in una clinica svizzera per il suicidio assistito. Dj affermato, Antoniani viveva in India con la fidanzata. Durante uno dei suoi rientri a Milano, era rimasto vittima di un incidente che lo aveva reso tetraplegico e cieco.

Dopo anni di sofferenze aveva scritto una lettera-appello al presidente Sergio Mattarella, poiché in Italia non esiste alcuna legge sul testamento biologico e il fine vita che, sino alla sentenza della Consulta, era assimilato ad un normale suicidio. 

"Le mie giornate sono intrise di sofferenza e disperazione, non trovando più il senso della mia vita. Fermamente deciso, trovo più dignitoso e coerente, per la persona che sono, terminare questa mia agonia", aveva scritto.

Marco Cappato, attivista per i diritti umani e tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, si era offerto accompagnarlo. Ritornato in Italia è stato indagato e processato per il reato di aiuto al suicidio. 

La difesa in aula

Nell'arringa difensiva finale Cappato ha spiegato l'aiuto reso ad Antoniani come «una motivazione di libertà, di diritto all’autodeterminazione individuale, laddove non è la 'tecnica' del tenere in vita o del far morire che è rilevante, ma la libertà di autodeterminazione, quella sì che è rilevante».

Durante l'udienza l'attivista ha ricevuto la drammatica notizia della morte della madre, da tempo ricoverata in ospedale. Cappato ha chiesto una breve sospensione ed è uscito dall'aula in lacrime, accompagnato dalla moglie e da altri membri dell'associazione.

 

Tags:
Eutanasia, Radicali, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook