13:11 23 Settembre 2020
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Ammonta a 7 miliardi il valore dei beni confiscati, definitivamente rientrato nelle casse dello Stato, mentre i sequestri ammontano a quasi 11 miliardi. Ecco le maggiori operazioni antimafia degli ultimi mesi.

E' un bilancio miliardario quello del contrasto alla criminalità organizzato da parte della Guardia di Finanza negli ultimi 5 anni. Il valore dei beni mobili e immobili sequestrati ai clan ammonta a 18 miliardi di euro, una cifra che corrisponde all'1% del Pil.

In base ai dati forniti dalle fiamme gialle, lo Stato è riuscito a recuperare 7 miliardi dalle confische di beni, sottratti definitivamente ai clan. Questi risultati sono il prodotto di oltre 10.000 accertamenti, una media di 5,5 al giorno e di investigazioni patrimoniali nei confronti di 55 mila soggetti. 

La maxi operazione contro la 'ndrangheta

Negli ultimi mesi sono state effettuate importanti operazioni di contrasto alla criminalità organizzata, da parte delle forze dell'ordine. Solo pochi giorni fa un'indagine di portata storica, effettuata dalla procura di Catanzaro, denominata ‘Rinascita-Scott’, ha portato all'arresto di 334 persone, ritenute affiliate alla 'ndrina di Vibo Valenzia, con accuse a vario titolo che vanno da associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio a altri reati tutti aggravati dalle modalità mafiose. Altre 416 persone risultano indagate. 

L'attività di indagine svolta dal procuratore generale di Catanzaro Nicola Gratteri, ha determinato la disarticolazione della rete organizzativa della ‘ndrangheta vibonese presente in tutta Italia e in Europa. 

Le persone arrestate sono avvocati, commercialisti, funzionari infedeli dello Stato, massoni. Agli arresti anche politici, tra cui l’ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli e Pietro Giamborino, ex parlamentare della Margherita.

Gli arresti degli indagati sono in corso in tutta Europa, in particolare in Germania, Svizzera e Bulgaria con la collaborazione delle locali forze di Polizia, che hanno effettuato gli arresti eseguendo il mandato di arresto europeo spiccato dall’autorità giudiziaria di Catanzaro.

Arresti anche nelle principali regioni italiane: Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguri,a Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Puglia, Campania, Basilicata.

"La più grande operazione dopo il maxi processo di Palermo" ha affermato Gratteri. "Ė il risultato del lavoro iniziato il giorno in cui mi sono insediato.Il 16 maggio del 2016 ho detto, non possiamo continuare a fare piccole cose, perché altrimenti non arriveremo mai al dunque". 

L'operazione contro la Stidda

Lo scorso settembre, un'operazione della squadra mobile di Caltanissetta, coordinata dal vice questore aggiunto Marzia Giustolisi, ha decapitato la cosiddetta Stidda di Gela.

La procura di Calatanissetta ha 110 gli arresti fra Sicilia e Lombardia degli affiliati all'antica cosca ribelle, che in seguito a una riappacificazione con Cosa Nostra, è riuscita a riaffermarsi sul territorio della Sicilia sud orientale, con diramazioni in nord Italia. 

Un'organizzazione che poteva contare su 500 uomini armati, i cosiddetti "leoni", un potenziale militare in grado di scatenare in qualsiasi momento una guerra di mafia. Erano impegnati nelle spedizioni punitive contro gli imprenditori che non si piegavano alle estorsioni e per mantenere il dominio del territorio. 

Gli "stiddari" controllavano il traffico di droga e le estorsioni. I proventi poi venivano reinvestiti nel settore agroalimentare. I commercianti erano costretti sotto minaccia a vendere i prodotti imposti dall'organizzazione criminale, che non operava solo in Sicilia, ma anche al nord. Sono infatti 15 gli affiliati arrestati in Lombardia e Piemonte. In nord Italia i criminali avevano dismesso i panni di narcotrafficante e indossato quelli dei manager finanziari, lucrando in attività di intermediazione finanziaria e in particolare nel business della cessione di aziende e di crediti. 

Cos'è la Stidda

La Stidda era una organizzazione di stampo mafioso che era sorta negli anni '80, tentando di contrapporsi a Cosa Nostra. Era stata inesorabilmente sconfitta dai padrini di Palermo e i sopravvissuti alla guerra tra clan, costretti all'esilio. 

Con la decapitazione della cupola, le vecchie mafie che erano state sconfitte da Totò Riina, si sono riorganizzate e radicate sul territorio siciliano, controllando tutti i settori economici legali e non. Settore agroalimentare, edilizia, ma anche droga, estorsioni e soprattutto scommesse. 

Il blitz contro Inzerillo e Gambino

Lo scorso luglio un'operazione congiunta tra la Sicilia e gli USA, coordinato dalla polizia italiana ha sgominato il clan Inzerillo e Gambino. 

La gigantesca operazione antimafia denominata New Connetion, che ha impiegato duecento uomini della Squadra Mobile di Palermo e dell'FBI, ha portato a 19 arresti, determinando la disarticolazione del vertice del mandamento mafioso di Passo Rigano.

Il blitz ha svelato i legami fra mafia siciliana e quella statunitense, tenuti tra gli Inzerillo e la "famiglia" Gambino di New York. Tra gli arrestati c'è il sindaco di Torretta, Salvatore Gambino, arrestato per concorso esterno, in quanto ritenuto uomo "a disposizione" dei clan. Ci sono Tommaso e Francesco Inzerillo, cugino e fratello di Totuccio, il boss ucciso su ordine di Riina. 

I reati contestati dalla procura sono: associazione a delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e trasferimento fraudolento di valori aggravato, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso ed altro. 

 

Tags:
Mafia, Guardia di Finanza, Italia
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