21:00 24 Settembre 2020
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sulle intercettazioni, che va a modificare alcune disposizioni della legge Orlando; entrerà in vigore il prossimo marzo e in sostanza riassegna alla magistratura il potere di decidere la rilevanza delle intercettazioni.

"Oggi abbiamo approvato in consiglio dei ministri il decreto legge sulle intercettazioni, uno strumento irrinunciabile per le indagini," ha scritto sulla sua pagina Facebook il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5s). 

Le modifiche alla legge Orlando, dibattute anche con i maggiori procuratori italiani, sono essenzialmente sintetizzabili in  punti. 

  1. non sarà più la polizia giudiziaria a decidere quali sono le intercettazioni rilevanti che devono essere trascritte, ma la decisione spetta al pubblico ministero;
  2. la difesa avrà diritto di chiedere ed ottenere una copia cartacea delle intercettazioni, mentre con le vecchie disposizioni poteva solo ascoltarle;
  3. per le indagini in corso, e quindi per le intercettazioni già in corso, si seguirà la vecchia legge e non quella nuova per evitare che, nell'ambito dello stesso processo si seguano due regole differenti sulle telefonate registrate. 
  4. il Trojan, il software spia inserito a distanza nei cellulari tenuti sotto controllo, potrà essere usato dagli investigatori solo in presenza di reati punibili con pene detentive di oltre cinque anni.

Secondo il ministro Bonafede, ci saranno "maggiori garanzie per trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza delle indagini, la tutela della riservatezza e il diritto di difesa."

Nel suo post su Facebook ha aggiunto che le nuove norme entreranno in vigore a partire da marzo 2020 e il disegno di legge seguirà come da prassi l'iter parlamentare per la conversione.

Tags:
Italia, Giustizia, M5S, Movimento 5 Stelle, partito Democratico, governo
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