15:22 03 Dicembre 2020
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E’ la “ingiustizia” che costringe i migranti a partire, è l’ingiustizia che li obbliga ad attraversare deserti e a subire abusi e torture nei campi di detenzione” ed è l’ingiustizia che “li respinge e li fa morire in mare”, ha affermato il Pontefice.

Con queste parole Papa Francesco ha incontrato un gruppo di profughi e migranti arrivati da Lesbo grazie ad un corridoio umanitario ed ora ospitati dalla Santa Sede e dalla comunità di Sant’Egidio. Durante l'incontro ha esposto un salvagente di un migrante senza nome morto nel Mediterraneo.

"Non è bloccando le loro navi che si risolve il problema", ha affermato il Papa, ribadendo ancora una volta la sua decisa opposizione alla politica migratoria dei porti chiusi, muri e barriere.

Ha poi esortato ad impegnarsi e battersi per svuotare i centri di detenzione per migranti in Libia, perseguire i trafficanti di esseri umani e le complicità con le istituzioni.

"Bisogna impegnarsi seriamente a svuotare i campi di detenzione in Libia, valutando e attuando tutte le soluzioni possibili. Bisogna denunciare e perseguire i trafficanti che sfruttano e maltrattano i migranti, senza timore di rivelare connivenze e complicità con le istituzioni".  

Infine il Pontefice ha ribadito la congruenza tra i valori cristiani e l'impegno per le attività di soccorso e salvataggio in mare dei migranti.

"Bisogna soccorrere e salvare, perché siamo tutti responsabili della vita del nostro prossimo, e il Signore ce ne chiederà conto al momento del giudizio", ha concluso il Pontefice. 

Tags:
Libia, Migranti, Immigrazione, Papa Francesco
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