16:18 26 Novembre 2020
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Annuncio storico del Pontefice nel giorno del suo 83esimo compleanno. Verrà tolto il segreto pontificio per le cause canoniche di violenza sui minori, per agevolare la magistrature degli altri paesi. 

"Non sono coperti dal segreto pontificio le denunce, i processi e le decisioni" relative alle cause canoniche per abusi su minori. Inoltre "a chi effettua la segnalazione, alla persona che afferma di essere stata offesa e ai testimoni non può essere imposto alcun vincolo di silenzio riguardo ai fatti di causa". 

Così si legge nell’Istruzione "Sulla riservatezza delle cause" diffusa oggi, nel giorno dell'83 esimo compleanno di Bergoglio. Un atto di importanza storica con cui la Chiesa compie un decisivo passo avanti nel contrasto ai reati di pedofilia. Il provvedimento, spiega Giuseppe Dalla Torre, giurista del Vaticano, "riguarda sia le procedure che si svolgono in sede locale, sia quelle che hanno luogo a Roma, presso la Congregazione per la Dottrina della Fede".

Il segreto pontificio

Con l'articolo 3 dell'Istruzione, il segreto pontificio viene declassato a segreto d'ufficio, necessario a salvaguardare la "sicurezza, l'integrità e la riservatezza al fine di tutelare la buona fama, l'immagine e la sfera privata di tutte le persone coinvolte". Non potrà essere opposto nei processi civili. Gli atti dei processi canonici saranno a disposizione della magistratura degli altri Paesi. 

Secondo l'articolo 4, infatti, "il segreto d'ufficio non osta all'adempimento degli obblighi stabiliti in ogni luogo dalle leggi statali, compresi gli eventuali obblighi di segnalazione, nonché all'esecuzione delle richieste esecutive delle autorità giudiziarie civili".

Il bene dei bambini prima di tutto

 "Il bene dei bambini e dei ragazzi deve sempre venire prima di qualsiasi tutela del segreto, anche di quello “pontificio”" ha detto Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero vaticano per la comunicazione.

Questo non significa che "i documenti dei processi debbano diventare di dominio pubblico e siano dunque destinati alla divulgazione. La riservatezza per le vittime e per i testimoni dovrà essere sempre tutelata. Ma ora la documentazione dovrà essere messa a disposizione delle autorità civili per le indagini riguardanti i casi già interessati da un procedimento canonico».

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pedofilia, Papa Francesco, vaticano, Italia
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