08:16 06 Luglio 2020
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Il portavoce del premier libico Fayez al Serraj, Hassan al Houni, ha espresso la propria gratitudine nei confronti di ciò che l'Italia fa in campo politico e per i profughi.

Il Governo di Accordo Nazionale (GNA) libico, alla vigilia della visita del Ministro degli Esteri Di Maio a Tripoli, si è dichiarato grato per i contributi dell'Italia, sia dal punto di vista politico che per gli aiuti umanitari nei confronti del popolo libico.

Il Governo "apprezza quello che l'Italia fa in termini di sostegno politico e di aiuti alla Guardia costiera", ha affermato ad Adnkronos il consigliere per i media del premier libico Fayez Serraj, Hassan al Houni, dichiarando che la visita di Di Maio sarà una buona occasione.

"Discuteremo con lui tutti i temi che riguardano la collaborazione bilaterale - ha aggiunto - dalla sicurezza all'economia al coordinamento nella lotta all'immigrazione clandestina e nel traffico di essere umani. Ci aspettiamo solo cose positive", conclude il consigliere al Houni.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sarà domani in visita a Tripoli, la prima di un esponente del governo italiano dal 23 dicembre dello scorso anno, quando fu il premier Giuseppe Conte a recarsi a Bengasi.

Ultime svolte nella crisi libica

Il quadro politico e militare si va complicando in Libia. Allo sfondo della escalation crescente nel Paese, Luigi Di Maio, nel corso del Consiglio degli Affari Esteri a Bruxelles ha richiamato i paesi coinvolti nel conflitto al cessate il fuoco.

Secondo il ministro degli Esteri italiano, se l'UE non interviene "rischia l'irrilevanza perché gli attori in campo sono di una comunità internazionale sempre più ampia".

Al vertice trilaterale Conte-Merkel-Macron sulla crisi in Libia il presidente del Consiglio italiano ha affermato che le parti si sono trovati d'accordo sul fatto che c'è "la necessità che l’Europa si faccia sentire".

Nella settimana scorsa il presidente turco Erdogan ha ribadito il suo appoggio al governo libico con la disponibilità a inviare truppe turche in Libia, dopo che nella settimana scorsa il maresciallo Khalifa Haftar ha annunciato la "base finale" nell'operazione militare contro Tripoli.

La guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'uccisione di Muammar Gheddafi nel 2011, in Libia ha avuto inizio un periodo di forte crisi politica. Il paese si trova ora spaccato a metà, governato da due distinte autorità. A est si trova il Parlamento, mentre a ovest, nella capitale Tripoli, ha sede il Governo di accordo nazionale, guidato da Fayez al-Serraj e sostenuto da ONU e UE. Le autorità della zona orientale agiscono indipendentemente da Tripoli e collaborano con l’Esercito Nazionale Libico, guidato da Khalifa Haftar. 

La controffensiva del Generale Khalifa Haftar per prendere Tripoli è cominciata lo scorso aprile, con lo scopo di liberare la capitale "dai terroristi". Le unità armate fedeli al governo di Tripoli hanno annunciato l'inizio dell'operazione di risposta "Vulcano di rabbia".  Durante i mesi scorsi l'escalation è continuata, con intensi combattimenti fra le due forze. Secondo l'OMS, il bilancio delle vittime negli scontri ha superato le 450 persone, mentre sono più di 2100 i feriti.

 

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UE, Fayez al-Sarraj, Luigi Di Maio
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