17:43 24 Febbraio 2020
Italia
URL abbreviato
0 61
Seguici su

L'Italia sfida la Turchia e manda una nave da guerra a sud di Cipro, "a tutela degli interessi nazionali". La fregata parteciperà esercitazioni militari dal 12 al 14 dicembre.

Lo scorso 6 dicembre la fregata Federino Martinengo è stata ormeggiata nel porto di Larnaca, nell'isola di Cipro. La Marina italiana con uno scarno comunicato stampa, ha reso nota la missione intrapresa in nome di una generica operazione di pattuglia in "tutela degli interessi nazionali", senza specificare la missione. 

La presenza della Martinengo nel porto di Larnaca fa parte della Diplomazia navale e delle attività della marina, svolte nel campo della cooperazione internazionale e del dialogo tra i paesi dell'area, con cui l'Italia intrattiene importanti relazioni politico-diplomatiche, economiche e industriali.

La fregata ha lasciato il porto per condurre un'esercitazione assieme alle navi della marina francese e cipriota, dal 12 al 14 dicembre.

​La zona è proprio l'area della continental shield, il tratto di mare conteso tra le concessioni di Eni e Total e la Turchia, che rivendica il suo diritto alla trivellazione nel sud est del Mediterraneo. A tutela di ciò la Turchia aveva inviato ottobre lo scorso nelle acque a sud di Cipro, una perforatrice, la Yavuz, accompagnata da due navi militari.

La Francia aveva risposto inviando, a sua volta, due fregate. 

L'attività della Yavuz a Cipro

Lo scorso 5 ottobre, durante la visita di Mike Pompeo in Grecia,  Çağatay Erciyes, direttore generale ad interim presso il Ministero degli Esteri turco, aveva annunciato un nuovo ciclo di operazioni di perforazione offshore nelle acque a sud di Cipro, dove le autorità dell'isola hanno concesso le autorizzazioni alla francese Total e all'italiana Eni. La nave trivellatrice Yavuz, il 7 ottobre, ha raggiunto l'area di perforazione all'interno della CS (continental shield) registrata presso le Nazioni Unite. Erciyes ha anche specificato che le attività di esplorazione e trivellazione dureranno sino a gennaio 2020.

Ankara ha sempre contestato le trivellazioni unilaterali dell'amministrazione greco-cipriota nel Mediterraneo orientale, rivendicando il diritto Repubblica turca di Cipro del Nord (TRNC) sulle risorse del nord. 

Nicosia si è opposta all'attività della Yavuz, accusando la Turchia di una escalation della violazione del proprio diritto di sovranità. Il segretario di stato americano, durante la sua visita in Grecia, aveva avvertito la Turchia a non impegnarsi in attività di trivellazione "illegali" e "inaccettabili" 

"Nessun paese può tenere in ostaggio l'Europa. Abbiamo chiarito che le operazioni in acque internazionali sono regolate da una serie di regole. Abbiamo detto ai turchi che la perforazione illegale è inaccettabile e continueremo a intraprendere azioni diplomatiche per garantire che si svolgano attività lecite", aveva ammonito.

Le sanzioni alla Turchia

Lo scorso lunedì 11 novembre i ministri degli Esteri dei paesi UE, riuniti a Bruxelles, hanno approvato un nuovo meccanismo di sanzioni nei confronti di chi svolge attività illegali di trivellazione nelle acque di Cipro. La misura è destinata alla Turchia che da ormai un mese svolge attività di perforazione nel continental shield che Nicosia ha dato in concessione a Italia e Francia, tra le altre.

La Ue considera illegale questa attività, Ankara la rivendica e ha già fatto sapere, proprio ieri, che le attività perlustrative continueranno nonostante le sanzioni. 

Il ministro degli Esteri turco ha definito "poco intelligente" la mossa di Bruxelles e l'accusa "di aver perso la propria credibilità di attore imparziale" e di "ignorare lo sforzo di Ankara di trasformare lo sfruttamento degli idrocarburi del Mediterraneo dell'est in un fattore di stabilità, anziché tensione".

Rivendica inoltre il diritto della Turchia nelle acque del Mediterraneo sudorientale, garantito dalle leggi internazionali. Il presidente Recep Tayyip Erdogan, invece, minaccia velatamente Bruxelles con i 4 milioni di profughi siriani che potrebbero inondare l'Europa, nel caso in cui Ankara modificasse le sue politiche migratorie.

Tags:
Cipro, Turchia, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook