09:03 29 Gennaio 2020
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Non passa l’emendamento presentato in Commissione Bilancio al Senato per l’erogazione del prestito ponte di 400 milioni, dichiarato inammissibile per materia. Ora bisognerà seguire il normale iter di approvazione ma, senza ‘scorciatoie’, la strada sarà in salita.

Non farà parte della manovra finanziaria del 2020 il prestito ponte da 400 milioni di euro che era previsto nel decreto Alitalia. Perdendo i decreti legge automaticamente efficacia se non convertiti in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, ecco che ora il prestito ponte dovrà ricominciare tutto da capo e seguire il normale iter legislativo per poter essere approvato – cioè passare attraverso le due Camere del Parlamento.

Strada in salita quindi per la nostra ex compagnia di bandiera che ha visto dichiararsi inammissibile per estraneità di materia l’emendamento che la riguardava in Commisione Bilancio del Senato. Il testo ora ricomincerà tutto da capo a partire dalla discussione in Commissone Trasporti di Montecitorio per poi sperare nell’approvazione delle due Camere.

Reazione dei sindacati

Durante la manifestazione nazionale unitaria i sindacati, che pure confermano lo sciopero generale per l’intera giornata di venerdì 13 che lascerà a terra più di 300 voli, si sono così espressi:

“Noi non vogliamo lasciare per terra nessun lavoratore e nessuna lavoratrice. Da Alitalia all'Ilva vogliamo esuberi zero e piani industriali seri e importanti che diano prospettive", ha dichiarato Annamaria Furlan, segretaria generale della CISL, mentre il leader della CGIL Maurizio Landini ha ribadito che “Serve un piano industriale di sviluppo e un rilancio della compagnia che punti sul lungo raggio e sul cargo. Diciamo ‘no' a qualsiasi ipotesi di spezzatino di attività”.

Reazioni politiche

Il responsabile nazionale per le Infrastrutture della Lega, Edoardo Rixi, ha così commentato: “La Lega non intende votare un decreto in bianco su Alitalia. Non andremo a ratificare alcun decreto che non indichi un piano industriale, non stabilisca il perimetro delle attività che andrà a svolgere il commissario, che non dia alcuna risposta ai lavoratori né indicazioni sul futuro della compagnai”.

Di tutt’altro avviso il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli che ha invece sostenuto che “Il mandato che stiamo dando al commissario straordinario è di costruire un piano industriale serio. Sul fronte costi si può lavorare molto e si può creare un'azienda che ha una prospettiva perché il settore aereo è in crescita costante”. Nella sua intervista su Radio Uno per ‘Zapping’, riportata da Fan Page, il Ministro avrebbe anche aggiunto:

“È evidente che il mercato non ha mostrato interesse su Alitalia ma noi stiamo studiando un serio piano industriale da mettere in campo immediatamente per ridurre perdite di un milione al giorno e per renderla attrattiva sul mercato. Il nuovo commissario sa già cosa fare e ha il quadro molto chiaro. Comunque, non è che per forza ci deve essere lo Stato presente”.

Dall’altra parte però l’Amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Gianfranco Battisti si è così espresso, riportano le fonti: “Noi abbiamo lavorato in modo diligente e responsabile e se il consorzio non si è concretizzato non è stata colpa nostra. Chiedete al ministro di competenza Patuanelli”.

La situazione rimane quindi ancora molto ambigua come l’intero futuro della stessa compagnia, l’unica cosa certa è che il prossimo venerdì sarà un ‘Black Friday’ vero.

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