15:56 11 Aprile 2021
Italia
URL abbreviato
120
Seguici su

Un tunisino in carcere sospettato di essere lo scafista del barcone affondato al largo di Lampedusa. Su di lui pendono le accuse di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e omicidio colposo. Il naufragio provocò oltre 20 vittime.

E' stato arrestato uno dei presunti scafisti ritenuti responsabili del naufragio del 23 novembre scorso, avvenuto al largo dell'Isola dei Conigli, nelle Pelagie, durante il quale morirono oltre 20 persone. Si tratta di El Loumi Helmi, un tunisino di 22 anni, sbarcato a Lampedusa assieme agli altri 148 sopravvissuti al naufragio dello scorso 23 novembre.

In seguito alle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Salvatore Vella e dal Sostituto Procuratore Elenia Manno, la Procura di Agrigento ha emesso un provvedimento di fermo, con cui si contestano al tunisino i reati difavoreggiamento pluriaggravato dell’immigrazione clandestina, omicidio colposo e morte in conseguenza di altro reato.

Helmi è ritenuto responsabile, assieme ad altri indagati al momento ignoti, di aver tentato di introdurre illegalmente in Italia 169 cittadini di origine africana e asiatica, utilizzando un barcone di legno lungo 12 metri in legno, senza rispettare le condizioni di sicurezza e le regole di navigazione. Questo avrebbe provocato il naufragio del 23 novembre durante il quale sono morte oltre venti persone. 

Le indagini della Squadra Mobile di Agrigento e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno permesso di individuare il tunisino attraverso le testimonianze raccolte da i migranti ospitati presso l'hotspot di Lampedusa. L'indiziato è stato raggiunto da provvedimento restrittivo e trasferito presso la Casa Circondariale di Agrigento, a disposizione della magistratura.

Le indagini sono ancora in corso per individuare gli altri responsabili del naufragio. 

Tags:
naufragio, Lampedusa, Sicilia, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook