08:35 01 Giugno 2020
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Impianti di depurazione totalmente o parzialmente non funzionanti, reti fognarie inesistenti, scarichi acque reflue nel mare: 50 comuni siciliani a rischio multa UE.

La Sicilia rischia una maximulta milionaria. La quinta. Oggetto della procedura di infrazione europea è il grande ritardo nella manutenzione degli impianti di depurazione delle acque. Depuratori non funzionanti, rete fognaria inesistente con scarico diretto a mare. Sarebbe oltre 50 tra comuni e agglomerati urbani a non rispettare le regole. 

Questi si aggiungono ai 243 comuni già sotto sanzione per irregolarità e adeguamenti non avvenuti. Una bella batosta per una regione che punta allo sviluppo dell'economia turistica e ittica. 

Le altre infrazioni

Sono già 4 le procedure di infrazione. Due delle quali concluse con una maxi multa da 15 milioni. Una delle due condanne prevede che per ogni semestre di ritardo la sanzione aumenti di 30 milioni. Una terza multa milionaria è in arrivo mentre sulla quarta il governo nazionale ha nominato un commissario per la depurazione, Enrico Rolle, al lavoro con l'ARS per evitare l'ennesima batosta. 

Rolle punta il dito contro le lungaggini burocratiche. "La Sicilia - spiega - aveva a disposizione un miliardo per realizzare reti fognarie e depuratori. Ma gli appalti hanno viaggiato in passato molto a rilento. Oggi il budget è cresciuto di altri 400 milioni".

"La prima procedura di infrazione - osserva Rolle - riguardava in Sicilia 51 agglomerati, la seconda 5, la terza 154 e la quarta 33. Il totale fa 243. La procedura di infrazione che sta per arrivare riguarderà altri 50 Comuni portando a poco meno di 300 quelli dove fogne e depuratori non funzionano. In Sicilia ci sono 390 Comuni, tre quarti hanno problemi di inquinamento".

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UE, Sicilia, Italia
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