18:14 20 Gennaio 2020
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Attraverso un emendamento al disegno di legge della manovra, il Governo ritocca la percentuale da versare allo Stato in caso di vincita a Superenalotto e gratta e vinci. Incassando il 20% dei profitti provenienti dal gioco, nelle casse statali entreranno circa 300 milioni di euro in più.

Le nuove modifiche apportate alla manovra puntano a revisionare la tassazione sul mondo del gioco legale: insieme alla tassazione applicata già a gestori e concessionari, anche i giocatori dovranno pagare una percentuale sulle proprie vincite, permettendo un profitto di circa 300 milioni di euro per le casse dello Stato. Insieme agli 800 milioni complessivi già indicati tra aumento del prelievo erariale unico previsto dal Dl fiscale appena approvato in prima lettura dalla Camera, e l’aumento della tassa sulla fortuna inserito nel Ddl di bilancio, questi ulteriori incassi riusciranno a regolare i saldi delle coperture necessari a ridurre la plastic tax, con un suo rinvio a luglio, e a far slittare a ottobre la tassa sulle bibite.

Le slot machines, per esempio, avranno una restituzione in vincita delle somme giocate ridotta al 65%, mentre la tassa sulla fortuna arriverà a toccare un quinto delle vincite dei giocatori. Per le videolottery il 20% di prelievo sulle vincite verrà posto sugli importi superiori ai 200 euro, mentre per i fortunati di Superenalotto e gratta e vinci (ma anche win for life, win for life gold, SiVince tutto, lotterie nazionali, Enalotto, Superstar), la tassa di prelievo scatterà solo per vincite maggiori a 500 euro. Una tassa ridotta invece, il 15%, potrebbe essere applicata, a partire dal 1 gennaio 2021, su vincite superiori a 25 euro, riguardanti gratta e vinci ma non il Superenalotto.

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