09:49 26 Gennaio 2020
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La tragedia è avvenuta a Bazzano, in provincia di Bologna: il custode dell'edificio, un uomo di 68 anni, ha sparato dopo aver sentito rumori di persone che tentavano di entrare nella tenuta, uccidendo uno di loro. L'uomo, indagato per omicidio preterintenzionale, dichiara: "Volevo solo spaventarli".

All'alba di giovedì il guardiano della tenuta a Villa Gessa, un edificio del XVI secolo di proprietà della famiglia fiorentina dei Garagnani a Bazzano (Bologna), ha sparato cinque colpi di pistola da due finestre del primo piano, dopo aver sentito le voci di alcune persone che tentavano di entrare nella tenuta.

Uno degli spari ha ucciso un ragazzo di circa 20 anni, appartenente al gruppo di persone che si trovavano lì. Adesso l'uomo è accusato di omicidio preterintenzionale.

"Ho sparato dritto, verso i campi. Verso il buio. Non ho visto nessuno, ma sentivo solamente le loro voci, che erano già nell’anticamera dell’ingresso di casa. Non volevo uccidere nessuno", ha dichiarato il guardiano Stefano Natalini, 68 anni, alla pm Manuela Cavallo durante le tre ore che ha passato nella caserma di viale Panzacchi.

L'uomo risulta comunque iscritto nel registro degli indagati, in attesa di capire meglio come si sono svolti i fatti: "Stiamo verificando le modalità di esplosione del colpo, ragionando sugli spazi di applicabilità della legittima difesa o dell’eccesso colposo", ha affermato il procuratore Giuseppe Amato.

Si tratta dell'ennesimo caso dove viene rivalutato il concetto di legittima difesa. A sostegno dell'uomo si è pronunciato il leader della Lega Matteo Salvini, che ha espresso la sua solidarietà al caso attraverso l'hashtag #siamotutticustodi.

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