15:09 08 Luglio 2020
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Durante l'operazione "Il grido dell'Ade" sull'affidamento di appalti nel come di Rionero in Vulture, gli investigatori hanno scoperto un giro di corruzione per circa due milioni di euro. Tra le operazioni dell'attività, che ha portato all'arresto di sei persone, c'era la gestione del cimitero.

Le indagini sulle attività che si svolgevano nel cimitero del comune di Rionero in Vulture (provincia di Potenza) hanno portato all'arresto di sei persone, nel corso dell'operazione "Il grido dell'Ade" sull'affidamento di appalti nello stesso Comune lucano. Per liberare i loculi del cimitero di Rionero in Vulture (Potenza), da rivendere poi illecitamente attraverso un sistema basato sulla corruzione, alcune salme venivano gettate in "vere e proprie fossi comuni".

Gli investigatori, dopo la denuncia di un cittadino sulla compravendita dei loculi nel cimitero di Rionero, hanno individuato un sistema che di fatto monopolizzava l'aggiudicazione dei servizi e dei lavori pubblici del Comune, tra queste anche la gestione del cimitero, con un profitto di circa due milioni di euro. Al centro dell'operazione la famiglia Aiuola, che gestiva il cimitero di Rionero e alla quale facevano capo diverse società. Le sei persone arrestate sono ora destinatarie di misure di custodia cautelare: tre di loro sono in carcere, mentre le altre tre risultano essere ai domiciliari, con le accuse di corruzione, concussione, falso in atto pubblico e abuso d'ufficio. 

​La Squadra mobile di Potenza ha anche eseguito una settima misura interdittiva, con il divieto di esercitare attività imprenditoriali, insieme ad un provvedimento di sequestro preventivo "per equivalente" sui beni degli indagati per la cifra corrispettiva di due milioni di euro.

 

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