16:59 17 Gennaio 2020
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Clima di sfiducia e incertezza economica, cresce fra gli italiani "il bisogno dell'uomo forte" che risolve i problemi. Secondo alcuni, una pericolosa deriva antidemocratica, accompagnata dal crescente razzismo (50,9%) e antisemitismo (69,8%).

Dopo oltre dieci anni di crisi economica, l'ultimo rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, rivela una popolazione sfiduciata, che vive in uno stato di incertezza e preoccupazione per il futuro. Questa condizione provocherebbe una maggiore intolleranza verso il prossimo e il bisogno di un uomo forte al potere che si faccia carico degli svariati problemi che affliggono il popolo. 

Cresce anche, secondo 7 italiani su 10, un clima di razzismo e antisemitismo, motivato da istinti di "autodifesa". Tuttavia più della maggioranza degli italiani vuole restare nella Ue ed è contrario ad un ritorno alla lira o al ripristino delle frontiere doganali.

Un premier forte

Secondo il Censis l'incertezza è lo stato d'animo dominante, in cui vive il 65% degli italiani. I lunghi anni di crisi economica hanno portato a una maggiore precarietà, a peggiori condizioni di vita e prospettive per il futuro. Per questa ragione il 48% degli italiani si affida all'attesa "messianica dell'uomo forte che tutto risolve". 

Il bisogno di un leader forte è inversamente proporzionale alla fascia di reddito e al livello di istruzione. La percentuale sale infatti al 56% tra le persone meno agiate, al 62% tra i soggetti meno istruiti, per arrivare sino al 67% tra gli operai. 

Italiani più razzisti e antisemiti

La paura del futuro dovuta alla condizione di incertezza avrebbe poi generato dei "meccanismi di autodifesa" sfociati in "crescenti pulsioni antidemocratiche". Il 69,8% degli italiani percepisce un aumento del razzismo e degli episodi di intolleranza e odio nei confronti delle minoranze. 

La deriva razzista è attribuibile alle maggiori difficoltà economiche per il 50,9% delle persone, alla paura di essere vittime di reati per il 35,6%, all'eccessivo numero di immigrati per il 23,4%, alla poca apertura mentale degli italiani per il 20,5%. Il 58% ritiene anche che ci sia un antisemitismo di ritorno nel Paese. 

Italexit

Tuttavia, nonostante la percezione di un crescente sovranismo, la maggior parte degli italiani non ha alcuna intenzione di uscire dalla Ue. Solo un italiano su 4 è favorevole all'uscita dall'unione (25%) e al ritorno alla lira (24%). Il 62% del campione è contrario all'Italexit e il 61% sta bene con l'euro. Il 49% è contrario a ostacoli alla libera circolazione di merci e persone e solo il 32% vorrebbe riaverle. 

Violenza sulle donne

Quasi un italiano su 4 (73%) percepisce la violenza sulle donne come un problema reale ed è convinto che sia causato da una forte e materiale disparità fra uomini e donne all'interno della società italiana. Solo il 23,3% del campione ritiene che sia un problema relativo ad una minoranza, emarginata dal punto di vista economico e sociale, mentre il 3,5% della popolazione non lo ritiene un problema. 

Lo Tsunami demografico

Mentre si svuotano le culle a causa del declino demografico, soprattutto a sud, cresce la popolazione di città come Milano e Bologna, in grado di attrarre italiani e stranieri per le opportunità di vita offerte. Perde il suo appeal, invece, Roma.

Tags:
UE, antisemitismo, Razzismo, Sondaggi, Italia
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