11:18 07 Luglio 2020
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Record mondiale sulla distanza per un nuovo tipo di collegamento wi-fi ideato dal Politecnico di Torino, è a basso costo e consuma pochissimo.

Il Politecnico di Torino e il suo laboratorio di tecnologie IoT, hanno presentato questa mattina una nuova tecnologia capace di effettuare collegamenti wi-fi tra dispositivi distanti ben 700 km. Un vero record mondiale presentato giovedì 5 dicembre durante il convegno agrometeorologia XWC19 svoltosi a Costigliole d'Asti .

La sperimentazione è nata nel 2017 presso l’iXem Labs dell’Ateneo, che è impegnato nel “superamento del divario digitale, con l’obiettivo di costruire un sistema autonomo e alternativo alla telefonia mobile per la raccolta di dati (l’internet delle Cose), applicabile in qualsiasi luogo”. Così si legge nel comunicato pubblicato da PoliFlash, il giornale del Politecnico di Torino.

La tecnologia messa in campo dal Politecnico è molto semplice ed economica, e tra l’altro permette l’impiego di sole due batterie stilo alcaline non ricaricabili.

Il test sul campo

Per verificare in un ambiente reale il funzionamento della tecnologia, il ricevitore è stato posto tra i filari di una vigna, appendendolo a un pallone meteostatico ancorato al suolo.

La prova sul campo ha coinvolto un ricevitore collocato nella stazione meteo nelle vigne ‘U Tabarka’ di Caloforte, in Sardegna e un ricevitore posizionato sulle alture di Tarragona in Catalogna, Spagna. I due dispositivi hanno comunicato tra loro con intervalli di 10 minuti, anche a distanze superiori ai 700 km.

A distanza di 6 mesi dall’installazione dei dispositivi, avvenuta il 3 giugno scorso, i dispositivi a batteria mantengono ancora una carica residua del 90%.

“Il record, quindi, è stato ottenuto con emissioni bassissime (paragonabili al telecomando di un’automobile), ma straordinaria sensibilità in ricezione".

Il progetto iXemWine

Il progetto iXemWine è partito a fine marzo 2019 e in pochi mesi ha “permesso l’installazione di 180 stazioni meteo in 6 regioni italiane, che sono state utilizzate da più di 650 operatori del settore”.

Il sistema permette agli agricoltori di monitorare le condizioni ambientali, di ottenere dati in tempo reale e ridurre così i trattamenti chimici necessari.

“Ciò ha aumentato la qualità del prodotto e diminuito l’esposizione ambientale, a dimostrazione che la sperimentazione tecnologica può essere sostenibile”.

I dati della ricerca sono disponibili sul sito web del progetto.

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