13:02 31 Marzo 2020
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ArcelorMittal ha presentato il nuovo piano industriale, prevede 4.700 esuberi, irricevibile per il ministro Patuanelli e per i sindacati che indicono lo sciopero per il 10 dicembre.

ArcelorMittal ha presentato ieri il nuovo piano industriale presso la sede del Ministero dello sviluppo. Per i sindacati e per lo stesso ministro Stefano Patuanelli il piano è inaccettabile.

I sindacati (Cgil, Cisl e Uil) hanno subito indetto uno sciopero dei lavoratori ex Ilva e inseriranno la protesta nel programma della settimana di mobilitazione per il lavoro già prevista dal 9 al 18 dicembre. La giornata dedicata ai lavoratori ArcelorMittal sarà martedì 10 dicembre a Roma, che già come previsto da programma è dedicata alle questioni del mezzogiorno e dell’industria (Fonte: Cgil.it).

Respinto quindi da sindacati e Governo il piano di esuberi che in quattro anni dovrebbe dimezzare il numero di dipendenti e anche la produzione dell’acciaio italiano.

Il totale degli esuberi è comunque più alto, perché vanno computati anche i mancati rientri al lavoro dall’amministrazione straordinaria, si arriva quindi a 6.300 esuberi in totale.

La prima consistente riduzione si verificherebbe già entro il 2020, con 2891 lavoratori in meno.

Per quanto riguarda la produzione di acciaio, dagli attuali 4,5 milioni di tonnellate si passerebbe a 6 milioni di tonnellate dal 2021, che sono meno degli 8 milioni previsti dal primo piano industriale.

Per il segretario nazionale della Cgil Landini si tratta di un piano di dismissione, non di un piano industriale, di “un progetto di chiusura nel tempo di Taranto e dell’Ilva”.

Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, parla di “una catastrofe annunciata”.

Il ministro Patuanelli non ci sta

Il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli via Facebook scrive a proposito dell’incontro di presentazione del nuovo piano industriale di ArcelorMittal:

“La multinazionale, invece di fare passi avanti ha fatto molti passi indietro dichiarando una quantità di esuberi inaccettabile. Un nuovo piano è possibile se si progetta una nuova idea di produzione siderurgica, se si garantisce il massimo livello occupazionale, se si introducono nuove tecnologie di produzione. Altrimenti ricordo – continua Patuanelli – che il piano da cui partire è quello firmato dalla stessa azienda circa un anno fa, non vent’anni fa”.

E infine scrive: “Lo stato c’è, non molliamo ed entro lunedì presenteremo la proposta del Governo”.

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Tags:
sciopero, UIL, CISL, CGIL
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