12:28 09 Dicembre 2019
Luigi De Siervo

De Siervo non ci sta e contrattacca dopo diffusione audio su cori razzisti negli stadi

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Italia
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L'ad della Lega Serie A Luigi De Siervo si difende e reagisce con le unghie dopo la diffusione sui media di un audio, in cui al presidente del Milan Paolo Scaroni si dichiara pronto a togliere i microfoni indirizzati verso le curve per non registrare i buu razzisti.

Il giorno dopo la pubblicazione dell'audio contenente le considerazioni sui cori razzisti dell'amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo, finito al centro delle polemiche, reagisce passando al contrattacco in un'intervista a Circo Massimo su Radio Capital.

Stigmatizza l'episodio, definendolo una "porcheria" nei suoi confronti, dal momento che si tratta di un audio non attuale tenuto nascosto per 2 mesi.

"Nessun complotto. Questa è una porcheria assoluta, un tentativo goffo di mettere in difficoltà me non in quanto persona fisica ma in quanto primo amministratore delegato della Lega Calcio".

De Siervo interpreta quanto accaduto come un tentativo per destabilizzare la situazione in vista di un'asta che stravolgerà gli equilibri della paytv in Italia nei prossimi anni.

"E' evidente il tentativo di destabilizzare in vista di un'asta che cambierà gli equilibri della paytv in Italia nei prossimi anni. In questo momento c'è un commissariamento, il giorno dopo il commissariamento della Lega esce su Repubblica un audio che era stato tenuto in un cassetto per due mesi. Non vi sembra strano? Nessuno parla di complotti, ma c'è un disegno, un gruppo di persone a margine del nostro mondo sta cercando di cambiare gli equilibri. Ripeto: legittimamente, è un mondo democratico. Bisogna solo che chi riceve determinati input possa essere aiutato a leggerne la provenienza".

Razzismo negli stadi, presidente Fifa chiede carcere

Gianni Infantino, sul problema del razzismo negli stadi, in particolare in Italia, ha scelto una posizione intransigente per cercare di sradicare il fenomeno: secondo il presidente della Fifa è necessaria la certezza della pena, che deve contemplare anche la detenzione in carcere. 

"Sappiamo bene che si parla di un gruppo di idioti, però bisogna lottare e condannare questi atteggiamenti. Occorre estirparlo e fare in modo che il razzismo non abbia alcun tipo di posto nella nostra società.... Un idiota è già troppo. Se sono un gruppo vuol dire che si è andati ben oltre il comprensibile. È assurdo che esistano. Bisogna identificare le persone, pena certa per i responsabili: metterle in galera, buttarli fuori dagli stadi e fare in modo che siano puniti," aveva in precedenza dichiarato il presidente della Fifa.

Tags:
Società, Tifosi, Razzismo, Sport, Calcio, Italia
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