03:17 08 Dicembre 2019
Emergenza climatica

Italia tra primi 6 Paesi al mondo per morti da cambiamenti climatici

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L'Italia ai primi posti dell'emergenza climatica, siamo sesti tra le nazioni che hanno subito più vittime durante gli eventi meteorologici estremi. A Madrid la Cop25 sfida la civiltà.

L’Italia risulta al sesto posto tra i Paesi con più morti causati da eventi riconducibili agli stravolgimenti climatici che stanno colpendo il nostro delicato Pianeta.

L’Italia dal 1999 al 2018 ha dovuto contabilizzare 19.947 morti causati da eventi meteorologici senza precedenti, ed hanno contribuito per 32,92 miliardi di euro ad aggravare le precarie condizioni economiche del nostro sistema Paese.

Sono i dati del Climate Risk Index 2020 pubblicati oggi dal Germanwatch in occasione della Cop25 in corso a Madrid fino al 13 dicembre. I dati aiutano a comprendere la situazione e spingono gli stakeholder a discutere di azioni concrete, che possano contrastare e arrestare l’emergenza climatica in cui viviamo.

Al primo posto di questa drammatica classifica vi è il Giappone, seguito dalle Filippine e dalla Germania, dal Madagascar, e ancora l’India lo Sri Lanka, il Kenya e il Ruanda, il Canada e le isole Fiji che stanno scomparendo.

Sostegno finanziario per i danni causati dal cambiamento climatico

Ad essere colpiti dal cambiamento climatico non sono solo le piccole nazioni povere e lontane da noi, ma siamo noi. Questo quanto emerge dal rapporto, mettendo in evidenza quanto il problema riguardi seriamente tutti.

E in cima all’agenda della Cop25 c’è il tema del sostegno finanziario ai Paesi colpiti dall’emergenza climatica, fino a oggi il tema non è mai stato toccato dalle Nazioni unite a causa della reticenza degli Stati.

Le emissioni non si arrestano

Le emissioni di CO2 non si sono arrestate neppure quest’anno e, anzi, sono in aumento del +0,6% nel 2019. L’uso del carbone diminuisce, ma cresce quello del petrolio e del gas naturale, come riporta la ricerca del Global Carbon Project (Gcp).

Non bisogna comunque illudersi che la transizione a fonti di energia più ecosostenibili sarà indolore, economica e veloce. Quanto non è stato fatto negli ultimi 50 anni (è dagli anni ‘70, infatti, che si parla di cambiamento climatico), non potrà essere recuperato in pochi anni nonostante la tecnologia sia nel frattempo decisamente cambiata.

La civiltà chiamata a sfidare sé stessa

Papa Francesco non fa mancare il suo sostegno alla Cop25 e nel suo messaggio parla chiaramente di una civiltà intera chiamata ad affrontare una sfida. Una civiltà che ha “una finestra di opportunità, ma non dobbiamo lasciarla chiudere”.

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cambiamenti climatici, Conferenza Onu per il clima, Conferenza sul cambio climatico, clima
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