23:54 07 Dicembre 2019

Vendevano lana ma era acrilico: sequestrati ad Ascoli 15 mila articoli in un negozio cinese

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Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ha condotto l'operazione "Gran Shangai", che si è conclusa con il sequestro di 14,700 articoli e la denuncia nei confronti di un'imprenditore per vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

I militari del Comando provinciale Guardia di Finanza di Ascoli Piceno hanno portato a termine due interventi volti alla conservazione del "Made in Italy" e al controllo della conformità dei prodotti venduti nelle varie attività commerciali.

Il primo intervento, effettuato dai militari della Compagnia di San Benedetto del Tronto sotto la direzione di Nicola Angelo de Benedetto, hanno individuato un lotto di 600 articoli dalle caratteristiche particolari, prelevati dagli scaffali di un esercizio commerciale del posto, gestito da un cinese 52enne residente a Tortoreto (TE).

Nonostante i gomitoli (gli articoli in questione, ndr) avessero l'etichetta che, a caratteri cubitali, presentava la scritta LANA ACRILI e quindi gli articoli venissero venduti come puri gomitoli di lana, un'ulteriore adesivo posto sul retro delle confezioni smascherava l'inganno rivelando la dicitura "100% acrilico". I militari hanno quindi proceduto con il sequestro degli articoli non conformi, e alla denuncia nei confronti dell'imprenditore per la violazione dell'art. 517 del Codice Penale per "Vendita di prodotti industriali con segni mendaci". Le sanzioni amministrative nei confronti del proprietario dell'attività ammontano a circa 26,000 euro.

Il secondo intervento invece ha portati gli agenti della Compagnia di Ascoli Piceno ad intervenire, nel corso delle attività di controllo economico del territorio, in un noto esercizio commerciale nei pressi della zona industriale della città, gestito da un'altro cittadino di etnia cinese di 35 anni. L'operazione, effettuata sotto la direzione del Maggiore Rodolfo Minerva, ha portato al sequestro di 14,100 articoli con caratteristiche tali da non rispettare le normative italiane.

I prodotti in vendita, nel caso specifico destinati alle cure dei capelli, delle mani e del corpo in generale, non presentavano un'indicazione visibile e leggibile della denominazione legale o merceologica del prodotto, del produttore o importatore, del Paese di origine, dell’eventuale presenza di allergeni. Anche qui le sanzioni amministrative nei confronti dell'imprenditore e proprietario dell'attività commerciale ammontano a circa 26,000 euro.

Tali interventi sono finalizzati alla tutela del prodotto italiano e della conformità degli articoli venduti, ambiti sempre considerati dal Corpo anche per una efficace protezione dei mercati contro la diffusione di prodotti contraffatti o non conformi agli standard di sicurezza nazionali.

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