03:30 08 Dicembre 2019

Il giallo dei Nutella Biscuits e dell’olio di semi di palma

© Foto : Ferrero Company
Italia
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Due cose sono sparite negli ultimi giorni – i Nutella Biscuits dagli scaffali e la leggendaria paura dell’olio di semi di palma. Che fine hanno fatto?

Dati straordinari: 27 mila confezioni nella sola prima settimana di vendite, oltre un milione la seconda e più di un milione e mezzo la terza. Totale, visto che ogni confezione contiene 22 biscotti, circa 57 milioni di biscotti, praticamente in media uno per cittadino. I supermercati non fanno in tempo ad esporre la merce che subito va a ruba. Incassi record. Amazon ha iniziato a vendere i Nutella Biscuits di ‘contrabbando’ e sono nate leggende metropolitane che circolano sui social. Ma la cosa ancora più incredibile è: che fine ha fatto quella fanatica paura dell’olio di palma che fino a poco fa imperversava e terrorizzava le mamme italiane?

Il famoso ‘palmisto’. C’era stato un periodo in cui s’era sparsa la voce che fosse il ‘vade retro’ dei dietologi, ora si scopre che invece era il più indicato per alimenti a lunga conservazione, quello con il ‘punto di fumo’ più sicuro, quello più resistente ai fattori ambientali (e sopratutto molto più economico rispetto a tutti gli altri oli vegetali). A quanto pare fece bene la Nutella ad insistere a scommettere sul palmisto a suo tempo.

Alcuni ricorderanno lo spot che andò in onda tre anni fa in occasione dei 70 anni della Ferrero in cui uno dei dipendenti spiegava che “Come tutti gli oli vegetali di qualità, il nostro olio di palma è sicuro. Proviene da frutti spremuti freschi, da fonti sostenibili ed è lavorato a temperature controllate".

Era solo una tempesta passeggera, alla Ferrero avevano scommesso giusto. E quindi ecco che alla Nutella non hanno dovuto fare altro che spalmare la loro magica crema su di un qualsiasi biscotto per creare il nuovo trend dell’anno – il biscotto con la Nutella, appunto, che però si chiama 'Nutella Biscuit'. Tutta un’altra cosa.

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