17:51 07 Dicembre 2019
Hacker

Un euro, un dato: arrestato hacker che rubava e rivendeva i dati della Pubblica Amministrazione

© Fotolia / Tomasz Zajda
Italia
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La Polizia di Stato, sotto la direzione della Procura di Roma, ha portato a termine l'indagine nel settore del cybercrime, l’operazione PEOPLE 1, attraverso l'arresto dell'hacker responsabile del furto e della vendita illecita di dati sensibili della Pubblica Amministrazione.

L'operazione PEOPLE 1, condotta dalla Polizia di Stato sotto la direzione di Roma, è stata portata a termine venerdì con l'arresto, su provvedimento del gip di Roma, di un hacker 66enne responsabile della vendita illecita di dati sensibili contenuti negli archivi della Pubblica Amministrazione.

L'hacker, un uomo originario della provincia di Torino e residente a Sanremo, ha rubato migliaia di dati sensibili e di informazioni riguardanti posizioni anagrafiche, contributive, di previdenza sociale e dati amministrativi appartenenti a centinaia di cittadini e imprese italiane. Queste informazioni venivano poi vendute a partire da 1 euro a dato, grazie all'altissimo livello di know how informatico dell'hacker.

Come si legge nel comunicato stampa della Polizia Postale, "I numerosi indizi raccolti durante le indagini indicano il soggetto come il principale responsabile di ripetuti attacchi ai sistemi informatici di numerose Amministrazioni centrali e periferiche italiane, attraverso i quali sarebbe riuscito ad intercettare illecitamente centinaia di credenziali di autenticazione (userID e password). Dapprima attaccando i sistemi informatici di alcuni Comuni italiani, il sospettato è riuscito ad introdursi in banche dati di rilievo istituzionale, appartenenti ad Agenzia delle Entrate, INPS, ACI ed Infocamere, veri obiettivi finali dell’attività delittuosa, da questi esfiltrando preziosi dati personali di ignari cittadini ed imprese italiane".

Le indagini erano scattate nel mese di maggio 2017, a seguito di una segnalazione della società di sicurezza informatica Ts-way che per prima ha individuato la minaccia. Secondo i dati raccolti dalle autorità l'uomo lavorava insieme a sei complici, impiegati all’interno di note agenzie investigative e di recupero crediti operanti in varie città d’Italia.

"L’attività investigativa condotta dagli uomini del CNAIPIC ha permesso di ricostruire come R.G., nel corso degli anni, avesse ingegnerizzato un vero e proprio sistema di servizi, tra cui il portale illecito “PEOPLE1”, commercializzato clandestinamente ed offerto alle agenzie interessate, le quali, pagando una sorta di canone, potevano istallare il software con una semplice pen-drive USB, e riuscire così a connettersi clandestinamente alle banche dati istituzionali e fare interrogazioni dirette", si continua a leggere nel comunicato stampa.

Non si escludono, a questo punto, ulteriori sviluppi circa la completa ricostruzione della vasta rete di clienti del sodalizio criminoso (società di investigazione privata e di riscossione dei crediti). Per l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi e di perquisizione il CNAIPIC si è avvalso della collaborazione del personale dei Compartimenti di Polizia Postale di Roma, Milano, Napoli, Venezia, Genova e della Sezione di Imperia.

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