17:10 07 Dicembre 2019
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ArcelorMittal, la protesta dell'indotto: "La società non ci paga"

© AP Photo / Michel Euler
Italia
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L'ad Lucia Morselli aveva annunciato il saldo dei pagamenti, ma i lavoratori dell'indotto continuano in presidio sino a quando non verranno totalmente liquidati.

Al quarto giorno di protesta i cancelli dell'ex Ilva di Taranto continuano ad essere presidiati dalle aziende e dai lavoratori dell'indotto che aspettano la liquidazione delle fatture, annunciate ieri sera da ArcelorMittal. L'ad Lucia Morselli aveva comunicato ai sindacati il pagamento ai i fornitori strategici per intero, mentre resterebbe un pagamento parziale al 70% agli autotrasportatori. 

Ma i 163 fornitori di trasporti negano di aver ricevuto alcun bonifico e presidiano lo stabile minacciando il blocco totale dell'attività siderurgica dell'impianto, se entro mezzogiorno la società non fornirà delle garanzie per i 60 milioni di crediti vantati dall'indotto. 

"Il presidio continua perché vogliamo sapere quando avremo la restante parte dei pagamenti e per solidarietà con le aziende dell'indotto. - dice uno degli autotrasportatori - E poi vogliamo maggiori certezze per il futuro. Chi ci assicura che se torniamo a lavorare verremo pagati? E da chi? Da Arcelor Mittal o da Ilva in amministrazione straordinaria? E soprattutto verremo pagati se l'azienda dovesse dichiarare fallimento?".

Secondo quanto si apprende gli autostrasportatori starebbero preparando una controproposta da presentare i vertici aziendali. 

L'incontro con confindustria

Ieri sera, l'ad della multinazionali, dopo aver incontrato con i sindacati, si è riunita con Confindustria. La proposta di ArcelorMittal è stata quella di dividere le aziende creditrici in fornitori strategici e fornitori ordinari. I primi, secondo quanto annunciato dai vertici della società, verranno liquidati integralmente, mentre gli autrasportatori saranno pagati al 70%. 

La proposta di dividere l'indotto,anche se apre uno spiragli per i pagamenti, non è stata ben accolta dai creditori. Per questa ragione hanno deciso di continuare il presidio di protesta, minacciando il blocco dell'attività produttiva. 

 

 

 

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sciopero, Ilva, Italia
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