17:59 07 Dicembre 2019
Momento dell'esplosione del ponte Morandi a Genova, 26.08.2019

Ponte Morandi, ministero Infrastrutture e Trasporti era a conoscenza dei rischi

© AP Photo / Antonio Calanni
Italia
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Secondo nuove indiscrezioni, sembrerebbe che il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti fosse a conoscenza del rischio di crollo del Ponte Morandi.

Emergono nuovi particolari sulla tragedia del Ponte Morandi, il cui crollo, poco più di due anni fa, il 14 agosto 2018, costò la vita a 43 persone e causò oltre 600 sfollati.

Il nuovo colpo di scena riguarda il documento rinvenuto nella sede di Atlantia e di Autostrade il quale, di fatto, dimostrerebbe che le due società erano pienamente consapevoli del rischio di crollo del viadotto genovese sin dal 2014, ma decisero di ignorarli.

Nuovi dettagli, emersi in mattinata, evidenziano però che anche i vertici del ministero delle Infrastrutture, nel 2015, sapevano tutto sulle condizioni del Morandi, come confermato dalla partecipazione di un rappresentante dello stesso Mit al consiglio di amministrazione di Autostrade per l'Italia.

La precisazione di Aspi

La concessionaria, in una nota, ha voluto precisare la propria posizione al riguardo, dichiarando di non essere mai stata "in alcun modo disponibile ad accettare rischi operativi sulle infrastrutture. Di conseguenza, l’indirizzo del cda alle strutture operative è di presidiare e gestire sempre tale tipologia di rischio con il massimo rigore, adottando ogni opportuna cautela preventiva".

La società, tuttavia, ha sempre considerato minimo il rischio riguardante il viadotto genovese, come spiegato nella seconda parte del comunicato.

"Per quanto riguarda l’area dei rischi operativi, nella quale rientrava anche la scheda del Morandi, il cda di Autostrade ha sempre espresso l’indirizzo di mantenere la propensione di rischio al livello più basso possibile", scrive Aspi.

Il rapporto Aspi

Ieri la perquisizione delle sedi di Aspi e Atlantia hanno portato al sequestro di un documento di "programmazione del rischio" che, pur essendo passato sui tavoli dei vari consigli di amministrazione, era stato apertamento ignorato, nonostante mettesse in guardia sulle concrete possibilità di crollo del Ponte Morandi.

Di più, i monitoraggi effettuati erano stati "addolciti", con alcune diciture di capitale importanza modificate, quali "rischio crollo", che si era tramutato in "rischio perdita di staticità".

Per tali mancanze, sono indagati il responsabile di Manutenzioni dirette di Autostrade, Michele Donferri Mitelli e quello della Direzione di tronco di Genova, Stefano Marigliani.

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