04:49 08 Dicembre 2019
Il ponte Morandi a Genova

Ponte Morandi, Atlantia sapeva: quel report sui rischi ignorato

© Sputnik . Carlo Alberto Alessi
Italia
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Atlantia sarebbe stata a conoscenza del rischio crollo del Ponte Morandi, riportato da un rapporto Spea nel 2014, ma volutamente ignorato.

Colpo di scena nelle indagini per il crollo del Ponte Morandi, che il 14 agosto 2018 causò la morte di 43 persone e quasi 600 sfollati. Una tragedia che si sarebbe potuta evitare. Perché Atlantia sapeva del rischio crollo della struttura, un rischio rilevato da un report del 2014 della Spea, società delegata al monitoraggio della rete autostradale. E' questa l'inquietante ipotesi che emerge dagli atti della procura, di cui riferisce il quotidiano La Repubblica

Il report è stato ritrovato all'interno del registro digitale della società, durante le perquisizioni della sede di Atlantia a Roma dai finanzieri del Nucleo operativo metropolitano e del Primo gruppo di Genova. Fino ad ora la procura non lo aveva divulgato per usarlo come “un asso nella manica, da tirare fuori al momento opportuno, in sede di chiusura delle indagini e di richiesta di rinvio a giudizio”, riferisce Repubblica.

La società sapeva

Quel documento di "programmazione del rischio" era passato sui tavoli dei vari consigli di amministrazione, sia di Aspi che di Atlantia. Ma anziché  programmare gli interventi di manutenzione strutturale e straordinaria, dopo la consulenza del Cesi di Milano del 2017, la dicitura "rischio crollo" è stata trasformata in “rischio di perdita di stabilità”.

Due diciture apparentemente simili, ma che non coincidono. Infatti, come sottolineato dall’ingegnere Alfio Leonardi “la perdita di stabilità non significa che crolli, ma si può risolvere con una lesione che si apre e che comporta la limitazione del traffico; il rischio crollo comporta invece l’immediata chiusura della struttura”.

Secondo quanto riportano i magistrati, una parte del Viadotto Polcevera era stato classificato con un voto inferiore a 50. Un livello che necessita l'applicazione di misure come limitazione del traffico parziale o totale. 

Infine, in base a quanto emerge dalle indagini, i monitoraggi sarebbero stati "addolciti" dalle pressioni del responsabile della Manutenzione di Aspi, Michele Donferri Mitelli. I 73 indagati per omicidio e disastro colposo dovranno rispondere agli inquirenti sul basso rischio riportato per il Polcevera.

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