12:08 09 Dicembre 2019
Autoveicolo dei Carabinieri

Nascosto in una cantina nel Veneto il boss della mafia Matteo Messina Denaro

CC BY-SA 2.0 / Klaus Nahr / Carabinieri
Italia
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Attraverso le rivelazioni di un collaboratore della giustizia alla Procura di Venezia si è scoperto il rifugio in cui si sarebbe nascosto Matteo Messina Denaro: si tratta di una cantina in un edificio a Salgareda, dove il boss avrebbe passato qualche giorno ospite del clan camorristico in provincia di Treviso.

Il boss mafioso Matteo Messina Denaro, ricercato numero uno in Italia, potrebbe aver speso qualche giorno nascosto in una cantina all'interno di un edificio di Salgareda, in Veneto, ospite di Vincenzo Centineo, anche lui siciliano e in stretto contatto con il boss dei casalesi, Luciano Donadio, con il quale si sarebbe spartito il business del pizzo agli imprenditori veneti e dei prestiti a strozzo tra il Veneto e il Friuli.

Emanuele Merenda, il collaboratore di giustizia, ha rivelato il nascondiglio del boss alla Procura di Venezia durante una consultazione sul soggetto di Vincenzo Centineo, all'interno dell'inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche in Veneto: "Centineo mi ha anche detto che ha ospitato Matteo Messina Denaro per quattro o cinque giorni a Campodipietra. La facciata è di colore giallo" ha raccontato Merenda agli inquirenti, "Centinaio mi ha spiegato che (Matteo Messina Denaro, ndr) prestava denaro senza garanzie ad interessi elevatissimi. Mi ha anche detto che i soldi che impiegava provenivano dal gestore di una cantina di Campo di Pietra riconducibile a dei siciliani che erano dei pezzi da novanta". Le parole del testimone sono ora al vaglio degli inquirenti che cercano di trovare altri indizi per confutare la verdicità della sua testimonianza.

Matteo Messina Denaro

Erede di Cosa Nostra dopo l'arresto di Totò Riina, Messina Denaro è diventato il capo dei capi e si dichiarò favorevole alla continuazione della strategia degli attentati dinamitardi inaugurata da Riina con le stragi di Capaci e di via D'Amelio che portarono all'uccisione di Falcone e Borsellino. Il latitante sarebbe stato accompagnato alla stazione di Trapani la scorsa settimana. Tra gli ultimi arresti collegati a Messina Denaro e il clan di Cosa Nostra c'è l'imprenditore trapanese Vito Nicastri, arrestato per aver favorito la latitanza del boss insieme all’ex consulente per l’energia della Lega Paolo Arata, e l'esponente del partito Radicale Alessandro Nicosia.

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