00:44 11 Dicembre 2019
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Matrimoni in Italia, ci si sposa di più ma ancora più tardi - ISTAT

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E' questo il risultato dell'indagine annuale condotta dall'Istat, che evidenzia come sarebbero in aumento le prime nozze, ma l'età media dei contraenti sarebbe più alta rispetto a 10 anni fa.

Nel corso del 2018 sono stati celebrati in Italia un totale 195.778 matrimoni, per un aumento del 2,3% (4500) in più rispetto al 2008. 

Cioè che emerge, dal rapporto Istat, è però un sostanziale incremento dell'età dei contraenti, con gli sposi che hanno in media 33,7 anni e le spose 31,15, rispettivamente 1,6 e 2,1 anni in più rispetto a dieci anni fa.

In calo, invece, la quantità delle seconde nozze, dopo una fase di crescita registrata nelle scorse annate, con la loro quota che si attesta intorno al 20%.

Lo studio è stato pubblicato anche sul canale Twitter dell'agenzia di statistica e, ad una sua più accurata analisi, emergono diversi particolari piuttosto interessanti sui cambiamenti della società italiana nel tempo.

Riti civili al primo posto e matrimoni gay in aumento

Crescono i matrimoni celebrati con rito civile e, per la prima volta a livello nazionale, rappresentano la maggioranza, con il 50,1%.

Una cifra davvero sorprendente, se si pensa che nel 1970 rappresentavano appena il 2,3%, mentre ancora dieci anni fa la percentuale era pari al 36,7%.

Per l'Istat l'aumento dei riti civili è parzialmente spiegabile, andando a guardare le tipologie di contraenti che scelgono di celebrarli e, in secondo luogo, in base alla provenienza geografica degli sposi.

Ad avere grande incidenza, nel computo dei riti civili sono soprattutto le seconde nozze (94,6%) e i matrimoni dove almeno uno dei contraenti è straniero (89,5%).

Sensibile la differenza tra le quote al Nord, dove i riti celebrati in comune interessano circa 2 cittadini su 3 (63,9%) mentre al Sud questa cifra è meno della metà (30,4%)

Per concludere, l'Istat ha rilevato che sono state 2808 le unioni che hanno coinvolto coppie dello stesso sesso nel 2018, con una netta prevalenza degli uomini (64,2%) e del Nord-Ovest come area di provenienza (37,2%).

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