23:58 07 Dicembre 2019

Svolta caso Cerciello grazie a intercettazioni dell'americano Elder

© AP Photo / Andrew Medichini
Italia
URL abbreviato
160
Seguici su

Uno dei due americani in carcere per l'uccisione del carabiniere Cerciello è stato intercettato durante una conversazione con il padre e il suo amico avvocato. All'interno del colloquio ha affermato che, il giorno dell'aggressione ai due carabinieri, questi ultimi avevano mostrato loro il tesserino, identificandosi come poliziotti.

Finnegan Elder Lee, ventunenne americano momentaneamente in carcere per l'omicidio del vicebigradiere Mario Cerciello Rega avvenuto il 26 luglio, ha affermato durante un colloquio con il padre e l'amico avvocato di aver saputo, nel mentre dell'aggressione avvenuta, che i due erano effettivamente poliziotti.

"Quando ci hanno fatto vedere velocemente i distintivi (in inglese: "flashed the cards or whatever")..." ha detto il ventenne durante la conversazione con il padre e l'amico Micheal Craig Peters, venuto dagli Usa per fargli da consulente legale. Non sapendo di essere intercettato il ragazzo ha parlato liberamente, confessando il fatto di aver sempre saputo che si trattava di poliziotti in quanto questi avevano mostrato il tesserino di riconoscimento. 

A questa dichiarazione l'amico avvocato rispose dicendo "Rimani calmo, attieniti alla tua dichiarazione, ripassala punto per punto, ricordatela. Non ci deve preoccupare la tua dichiarazione, durante l'interrogatorio questo non lo puoi dire. È successo e basta. Tu non hai visto niente". Tuttavia non essendo Peters il suo rappresentante legale queste intercettazioni possono essere utilizzate in tribunale come prova.

Inoltre, durante la dichiarazione della dinamica di quella notte, Elder ribadisce di aver capito che Cerciello e Varriale erano due esponenti delle forze dell'ordine, affermando "I saw two cops" (ho visto due poliziotti, ndr).

L’omicidio

La notte del 26 luglio della scorsa estate i due giovani statunitensi si trovavano a Trastevere e volevano trascorrere la loro ultima notte di vacanze assumendo droga. Dopo essere stati ingannati da uno spacciatore con dell'aspirina, hanno deciso di rubare lo zaino al pusher nel tentativo di recuperare i soldi spesi. Il vicebrigadiere 35enne Mario Cerciello Rega, assieme a un collega, si era presentato in borghese all'appuntamento, fissato dallo spacciatore con la speranza di recuperare il suo zaino. Uno dei due, nel momento in cui i carabinieri si sono fatti riconoscere, ha estratto il coltello e aggredito il vicebrigadiere.

Il militare è stato portato all'ospedale del Santo Spirito dove, nonostante i soccorsi, è deceduto. A essere fatale è stato un colpo sferrato al cuore. Dopo l'arresto i due giovani hanno confessato il crimine commesso.

 

RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik