18:28 07 Dicembre 2019
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Industria 4.0: con vecchi farmaci si combattono nuove malattie

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L'Industria 4.0 al servizio della cura delle malattie con vecchi farmaci, si chiama riposizionamento dei farmaci ed è la nuova frontiera della medicina che promette di salvare vite umane.

Si definisce riposizionamento dei farmaci ed è la nuova frontiera della farmacologia nella ricerca di soluzioni alle malattie, con l’uso di molecole già note e usate con efficacia per altre malattie.

Se questo oggi è possibile lo si deve alle tecnologie della cosiddetta Industria 4.0, che stanno rivoluzionando il modo in cui gli scienziati possono rispondere alle malattie vecchie e nuove.

Il centro Cosbi dell’Università di Trento ha messo a punto un algoritmo informatico con cui ha analizzato le banche dati contenenti una enorme mole di risultati di ricerca per trovare un vecchio farmaco già usato in farmacologia, con cui combattere la sindrome metabolica.

Come funziona l’algoritmo del Cosbi di Trento

I ricercatori del centro multidisciplinare Cosbi (Fondazione The Microsoft research – University of Trento Centre for computational and systems biology), hanno messo a punto un algoritmo informatico in grado di leggere e analizzare i dati di ricerca sul genoma umano.

Analizzando i dati degli studi di genetica condotti da altri enti su centinaia di migliaia di persone, l’algoritmo ha individuato i geni mutati che sono i responsabili della sindrome metabolica.

Successivamente l’algoritmo ha ricercato nelle banche dati farmaceutiche tutte quelle molecole registrate che erano in grado di interagire con i geni colpevoli della malattia. Al termine dell’analisi, è stata selezionata la molecola più efficace, cioè l’ibrutinib’ usata in passato per trattare leucemie e linfomi.

Un nuovo scenario per la cura delle malattie

L’Industria 4.0 ci apre un nuovo scenario di possibilità per la cura di malattie che fino a oggi non riuscivano a trovare una cura efficace, con quelle che si possono considerare le tecniche tradizionali di ricerca di una cura.

Grazie al riposizionamento dei farmaci, molecole magari neanche più usate per curare le malattie per cui erano state progettate, potrebbero ritornare utili per combattere altre malattie.

Un risparmio in termini di tempi e di costi di ricerca, perché tali molecole sono già state sperimentate sulle persone. Di conseguenza potranno essere utilizzate per le nuove cure in tempi più stretti, salvando molte più vite umane.

 

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