17:36 07 Dicembre 2019
Impianto siderurgico di Taranto

Magistratura chiede ad ArcelorMittal di non chiudere gli impianti

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Il presidente della sezione specializzata in materia d'impresa del tribunale di Milano Claudio Marangoni ha invitato il colosso dell'acciaio a garantire "la piena operatività" degli impianti in attesa dell'udienza del ricorso dei commissari, fissata il prossimo 27 novembre.

In attesa dell’udienza sul ricorso dei commissari, fissata per il prossimo 27 novembre, il Tribunale di Milano ha chiesto alla società ArcelorMittal di non fermare gli impianti, contrariamente a quanto reso noto dalla multinazionale dell'acciaio, che aveva preparato un piano per la chiusura degli altiforni conformemente alla decisione di recedere dall'accordo per rilevare l'impianto ex Ilva.

La nota del tribunale milanese invita ArcelorMittal "a non porre in essere ulteriori iniziative e condotte in ipotesi pregiudizievoli per la piena operatività e funzionalità degli impianti". 

Il giudice Claudio Marangoni nel fissare l'udienza relativa al ricorso d'urgenza presentato dai commissari ha sottolineato la "rilevanza delle questioni sollevate dalle parti" e la "complessità obbiettiva del contenzioso" tale da richiedere un "contraddittorio", e ha invitato il gruppo a garantire "la piena operatività" degli impianti e quindi, ovvero a non spegnere gli altiforni.

In aggiunta la Procura di Milano sta indagando eventuali illeciti tributari e presunti reati pre-fallimentari concentrando l'attenzione sui mancati pagamenti ai creditori dell'indotto. Questa indagine rientra nel fascicolo esplorativo aperto sull'addio di ArcelorMittal all'ex Ilva, ancora formalmente a carico di ignoti e senza ipotesi di reato. 

Ministro Boccia apre a prestito ponte

Intervenuto ai microfoni di Radio Capital, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha illustrato la proposta di un prestito ponte a nuovi commissari in grado di traghettare l’impianto fino ad una nuova eventuale offerta. Secondo il ministro, se ArcelorMittal lascerà Taranto definitivamente, bisognerebbe andare avanti con "l’amministrazione straordinaria, con un prestito ponte da parte dello Stato". Questa posizione va sostanzialmente in controtendenza con quanto espresso ieri dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, che aveva detto no ad eventuali "pseudo-nazionalizzazioni" ed interventi pubblici.

Salvini attacca il governo sul caso ex Ilva

"Questi signori hanno sulla coscienza presente e futuro dell'Ilva che è Taranto, Genova, Novi Ligure che rappresenta migliaia di imprese e artigiani. Incoscienti, pazzi incoscienti coloro che al governo rischiano di far scappare le imprese che hanno investito in Italia," ha dichiarato il leader del Carroccio su Facebook.

Salvini ha poi accusato il governo più generalmente, riprendendo la polemica sull'aumento delle tasse e sulla politica migratoria.

"Forse  pensavano di mettere a Taranto un parco giochi? Il governo sta facendo scappare le imprese italiane e straniere. E' un governo tasse, sbarchi e manette ma l'Italia a furia di queste cose rischia di andare a fondo e noi cercheremo di impedirlo con ogni mezzo democraticamente permesso. Alla guida c'è gente che non sa guidare una bici e vuole salvare il Paese."

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Matteo Salvini, Economia, Giustizia, Ilva, Italia
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