22:12 07 Dicembre 2019
Elisabetta Trenta

Ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta accusata uso improprio di abitazione ministeriale

© Foto : Facebook/Elisabetta Trenta
Italia
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L'ex ministro della Difesa del primo governo Conte accusata di aver richiesto un appartamento di rappresentanza non dovuto durante il suo mandato e che sarebbe ancora nella sua disponibilità.

L’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta, viene accusata dal Corriere della Sera di aver ottenuto durante il suo mandato un appartamento di livello 1, senza averne avuto i requisiti previsti dalla normativa. E, a quanto pare, l’appartamento è rimasto nella disponibilità sua e del marito, maggiore dell’Esercito italiano, anche ora che lei non è più ministro.

Il caso ha fatto subito il giro dei palazzi di governo e l’opposizione, per voce di Forza Italia, chiede una interrogazione parlamentare.

Luigi Di Maio, intervistato sull’argomento ha riferito ai quotidiani:

“Ci tengo a dire che il M5s non ne sapeva niente. Spero che l’ex ministro Trenta possa chiarire il prima possibile nelle prossime ore”.

L’assegnazione dell’appartamento all’ex ministro Trenta

Ai ministri e non solo, spetta una casa nella capitale se non ne hanno già una nella città. Nel caso dell’ex ministro della Difesa Trenta, aveva già una casa a Roma dove viveva con il marito ufficiale superiore dell’Esercito ed impegnato in attività ministeriale di alto profilo.

Per di più, la casa non sarebbe stata lasciata dall’ex ministro e dal marito anche dopo la caduta del primo governo Conte, in cui lei rivestiva l’incarico ministeriale.

La replica dell’ex ministro Trenta via Facebook

L’ex ministro Elisabetta Trenta ha affidato la sua replica a Facebook, in cui risponde direttamente alla giornalista del Corriere della Sera che ha scritto l’articolo sulla vicenda.

“Gentilissima dottoressa Sarzanini, – esordisce Trenta – con meraviglia ho letto l’articolo di questa mattina. Ciò che non mi spiego è perché una giornalista seria come lei, l’ho sempre rispettata, prima di scrivere non senta la fonte principale. Comunque sapevo che ieri aveva chiesto il mio numero ed io ho autorizzato a fornirglielo, ma ha scritto prima di ascoltarmi.”

Il post prosegue con la spiegazione della sua versione dei fatti:

“Da ministro ho chiesto l’alloggio di servizio perché più vicino alla sede lavorativa, nonché per opportune esigenze di sicurezza e riservatezza. L’alloggio è stato assegnato ad aprile 2019, seguendo l’opportuna e necessaria procedura amministrativa…

Quando ho lasciato l’incarico, avrei avuto, secondo regolamento, tre mesi di tempo per poter lasciare l’appartamento; termine ancora non scaduto”.

Il termine prosegue l’ex ministro, scadrà il 5 dicembre 2019.

Inoltre, prosegue l’ex ministro, la casa è stata riassegnata al marito dietro regolare presentazione di richiesta, poiché il marito svolge un incarico di prima fascia e per tale motivo poteva avere un alloggio dello stesso livello.

La difesa della Trenta, si conclude così:

“Pertanto, avendo mio marito richiesto un alloggio di serviziom per evitare ulteriori aggravi economici sull’amministrazione è stato riassegnato lo stesso precedentemente concesso a me”.

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Ministero della Difesa, Elisabetta Trenta
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