17:51 07 Dicembre 2019
Povertà

Allarme della Caritas: in Italia vivono 5 milioni di persone in povertà assoluta

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Detto in altri termini, in Italia si trovano in condizioni di indigenza assoluta 1 milione e 800mila famiglie, pari al 7% dei nuclei familiari, nelle stesse condizioni di estrema povertà si trovano oltre 5 milioni di individui, ovvero l’8,4% della popolazione.

E' quanto emerge dal report 2019 della Caritas su "Povertà ed esclusione sociale" pubblicato in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri. Rispetto all'ultimo rapporto del 2017 i dati risultano essere sostanzialmente stabili, quando l'incidenza della povertà era pari al 6,9% per le famiglie e all’8,4% per le singole persone. 

Suscita sgomento e fa rabbrividire se i dati si confrontano in un orizzonte temporale più grande, partendo dal 2007, un anno primo dell'inizio della crisi finanziaria globale: il numero dei poveri ha registrato un incremento del 181% per numero di persone, mentre per nuclei familiari la crescita, seppur minore, è vertiginosa con +121%. 

Nel sud e nelle isole l’incidenza della povertà assoluta sugli individui raggiunge rispettivamente l’11,1% e il 12,0% a fronte di valori molto più contenuti registrati nelle regioni del Centro (6,6%) e del Nord (6,8%).

Ancor più sconcertante un altro dato, relativo ai cosiddetti "working poor", ovvero persone che pur lavorando si considerano povere per il basso stipendio percepito. In particolare cresce la situazione di criticità delle famiglie il cui capofamiglia è impiegato come operaio o assimilato; tra loro risulta povero in termini assoluti il 12,3% del totale. Allarma il confronto tra la situazione delle famiglie di operai di oggi con quella antecedente al 2008: in soli dieci anni l’incidenza della povertà assoluta è aumentata del 624%, passando dall’1,7% del 2007 al 12,3% di oggi.

Se si guarda a chi un lavoro non ce l'ha, la povertà assoluta arriva oggi al 27,6%, emerge dal rapporto.

L'Italia è il 6° Paese maggiormente a rischio di povertà in Europa (27,3%), dopo Bulgaria (32,8%), Romania (32,5%), Grecia (31,8%), Lettonia (28,4%) e Lituania (28,3%), davanti alla Spagna (26,1%) che è 7°.

Nel rapporto si rileva inoltre una forte correlazione tra il titolo di studio e l'incidenza alla povertà: gli ultimi dati Istat dicono che nelle famiglie il cui capofamiglia non possiede alcun titolo di studio, o al massimo la licenza di scuola media inferiore, i livelli di povertà superano il valore medio, a fronte del 3,8% se in possesso di un diploma o una laurea.

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Povertà, Società, Italia
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