17:57 07 Dicembre 2019

Cesena, musicista suona il piano mentre lo operano al cervello

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Una equipe multidisciplinare ha operato un musicista di jazz al cervello con la tecnica dell’Awake Surgery. Il paziente ha suonato jazz mentre gli asportavano il tumore.

All’ospedale Bufalini di Cesena, una equipe di 17 medici ha operato un musicista al cervello da sveglio, consentendogli di suonare il pianoforte mentre gli veniva asportato un tumore cerebrale.

L’intervento chirurgico insolito ma non più eccezionale come un tempo, usa la tecnica dell’Awake Surgery appunto chirurgia da sveglio, che consiste nell’operare il paziente in una condizione di vigilanza. L’obiettivo di questa tecnica è di asportare il tumore consentendo al paziente di salvaguardare le abilità musicali e in generale cognitive.

“Ciò che rende questo intervento piuttosto raro ed eccezionale è che in questo paziente, insegnante e cultore di musica jazz, per la prima volta abbiamo localizzato alcune aree cerebrali specifiche per la musica, molto complesse da rilevare, per preservare le sue abilità musicali durante l’asportazione della massa tumorale”.

Lo spiega il dottor Luigino Tosatto direttore dell’Unità operativa di neurochirurgia dell’ospedale Bufalini di Cesena nel comunicato stampa emesso dal Servizio sanitario regionale dell’Emilia Romagna.

Un intervento che è anche ricerca scientifica

Gli specialisti del Bufalini hanno studiato la tecnica in Francia presso il Dipartimento di neuroscienze dell’Università di Montpellier, diretta dal professore Hughes Duffau, considerato un pioniere di questa tecnica avveniristica.

Intervenendo su questo particolare paziente musicista, i medici del Bufalini hanno potuto contemporaneamente mappare e monitorare 3 diverse capacità di comprensione musicale:

  1. il riconoscimento dei toni melodici;
  2. il ritmo;
  3. il contorno musicale.

L’intervento è durato cinque ore ed ha coinvolto neurochirurghi, neuroradiologi, neurofisiologi, neuroanestesisti e neuropsicologi.

Come funziona la tecnica Awake Surgery

La tecnica si è sviluppata e perfezionata negli ultimi 20 anni. Lo scopo metodologico è operare il paziente da sveglio per preservare le capacità cerebrali dell’ammalato.

La tecnica si utilizza in prevalenza per l’asportazione di gliomi di bassa e media aggressività, che rappresentano il 5% delle neoplasie benigne cerebrali e il 15% dei gliomi cerebrali, di cui sono affetti 5-7 pazienti ogni 100mila abitanti.

Inizialmente la tecnica si utilizzava solo per preservare la capacità del linguaggio e del movimento, con l’avanzare della tecnica, nuovi test specifici hanno permesso di utilizzare la tecnica per preservare molteplici capacità cognitive superiori, tra cui la percezione visuo-spaziale, la memoria, la capacità di calcolo, le funzioni attentive e esecutive, l’empatia cognitiva.

Con questa tecnica si raggiunge il duplice obiettivo di massimizzare l’area di asportazione e di minimizzare o evitare l’insorgenza di deficit neurologici e neuro-cognitivi.

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tumore, intervento chirurgico
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