18:32 07 Dicembre 2019
Un'autostrada in Italia

L'Aci svela le strade e i giorni più pericolosi per gli italiani al volante

© Sputnik . Natalia Seliverstova
Italia
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Nella classifica delle strade più pericolose il podio spetta a Roma, Reggio Calabria e Milano. Nel 2018 meno vittime rispetto all'anno precedente, ma incidenti con moto o biciclette tre volte più mortali delle auto.

Con lo studio “Localizzazione degli incidenti stradali 2018”, Aci traccia una mappatura di quelle che sono le arterie più pericolose d'Italia. Sono 37.228 gli incidenti avvenuti sui 55.000km di strade del territorio italiano nel 2018. Di questi sono 1.166 i sinistri mortali, con 1.344 decessi e 59.853 feriti. Su 100 incidenti, 76 avvengano su strade urbane, 18 sulle extraurbane e 6 in autostrada. 

Il trend di lungo periodo è in diminuzione. Rispetto al  2010, gli incidenti sono diminuiti del 19,4% ed i morti sulla strada del 18,2%. Nel breve periodo invece i sinistri sono in aumento. Si è verificato, infatti, un aumento dell'1,5% rispetto al 2017, 554 incidenti in più, ma 22 decessi in meno, una variazione del -1,2% registrata nel 2018.

I sinistri avvengono con maggiore frequenza nei momenti di maggiore traffico. Il venerdì è il giorno in cui si verifica il 15,4% del totale degli incidenti, soprattutto nell'ora di punta, cioè tra le 18 e le 20. Durante l'anno invece, il numero maggiore di incidenti avviene nei mesi estivi, in particolare luglio (10,4%) e giugno (9,9%). 

Incidenti tra auto

Per via del maggior flusso di traffico e della eterogeneità di veicoli, le autostrade presentano la maggiore densità di incidenti. Il 31% di questi,  causati dai veicoli per trasporto delle merci. Con 12,9 incidenti per km la Penetrazione urbana della A24 a Roma è al podio per la pericolosità, seguita dal Raccordo di Reggio Calabria (12,5 incidenti/km) e dalla Tangenziale Nord di Milano nel tratto in provincia di Monza (10,3 incidenti/km). La media nazionale sulle vie autostradali è di 1,3 incidenti/km.

Tra le vie extraurbane, invece, la strada con la maggiore pericolosità è la Statale 34 del Lago di Como, nei tratti tra Monza e Brianza, con 9,8 incidenti/km, e in provincia di Milano con 7,6 incidenti/km, assieme alla SS131 in provincia di Cagliari, 8,6 incidenti/km. La media per le strade extraurbane è di 0,6 incidenti/km. 

In controtendenza la SS 7 quater Domiziana, SS 69 di Val d’Arno, SS 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio, SS 222 Chiantigiana, SS 229 del Lago d'Orta, SS 513 di Val d'Enza ed il Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro): qui, si legge nel dossier, i sinistri sono diminuiti in maniera considerevole.

Sinistri che coinvolgono motocicli, biciclette e pedoni

Si tratta di categorie più vulnerabili, poiché sono le più esposte a conseguire gravi danni in seguito a un impatto con un veicolo a quattro ruote. Sono questi che rappresentano il più alto numero di decessi: nel 2018 un morto su tre è un ciclista, un motociclista o un pedone. 

I veicoli a due ruote sono coinvolti nel 22% degli incidenti stradali, con un incidenza di mortalità più alta rispetto a quella degli scontri tra autoveicoli: 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in un incidente rispetto all'1,3 delle auto, quasi il triplo. 

Le strade più pericolose per le due ruote sono la SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina.

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Incidente stradale, strade, transito, Italia
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