22:21 07 Dicembre 2019
Piazza San Marco sommersa dall'acqua alta

Venezia, scende l'acqua e si alza il grido di dolore del Patriarca: "Danni irreparabili"

© REUTERS / Manuel Silvestri
Italia
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Il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha lanciato un accorato appello affinché il governo intervenga al più presto a Venezia per affrontare l'emergenza dovuta al maltempo e all'acqua alta.

L'acqua alta continua a far paura, a Venezia, anche se il livello su piazza San Marco sta lentamente scendendo. Le previsioni parlano di 120 cm per la notte e 130 nella mattinata di domani. Rispetto ai 187 centimetri di ieri quindi la situazione si sta stabilizzando.

Finora sono due le persone che hanno perso la vita a causa della calamità che ha investito il capoluogo veneto, dove i pompieri hanno compiuto 400 interventi, come confermato attraverso un post su Twitter sul profilo ufficiale dei Vigili del Fuoco.

A destare grandi preoccupazioni è anche la situazione della Basilica di San Marco, la cui Cripta è rimasta completamente allagata dall'alluvione, con l'acqua penetrata anche all'interno della struttura principale arrecando danni al momento incalcolabili al patrimonio artistico e culturale della Serenissima.

Ne è convinto anche il Patriarca di Venezia, monsignor Moraglia: "La basilica di San Marco sta soffrendo di danni strutturali perché l'acqua che la invade è salata e quindi fa dei danni irreparabili soprattutto quando si asciuga nella parte bassa dei mosaici e pavimenti", ha spiegato il prelato.

Per il Patriarca il governo dovrebbe intervenire al più presto per mettere in sicurezza la città e tutte le opere d'arte.

"E' la sede della chiesa veneziana, un monumento mondiale quindi bisogna veramente intervenire noi possiamo fare la manutenzione ordinaria ma non possiamo fare quella straordinaria e strutturale. Su questo auspico quindi ci sia l'attenzione del governo, dei ministri. Siamo molto contenti quando vediamo ministri che inaugurano mostre o la Biennale ma Venezia è tante altre cose", ha proseguito Moraglia.

Un SOS per la città

Quello lanciato dal Patriarca di Venezia è un SOS per tutta la città, sommersa per "oltre l'80%", per una situazione che provoca profonda "amarezza".

"Ma il primo pensiero è per i veneziani, con tanta vicinanza: oltre l'80% della città è andata sotto acqua e ci sono disastri notevoli. Venezia non è solo una città bella, è una città unica e deve passare questo messaggio: un intervento di soccorso a Venezia richiede tempi, risorse, procedure che le altre città non conoscono quindi abbiamo a che fare con una città bella, magnifica, fragile che deve essere capita", sono state le parole accorate di monsignor Moraglia.

Il Patriarca ha poi confermato di essersi già consultato con il primo cittadino Brugnaro, con il prefetto Zappalorto econ il governatore Zaia, constatando una sostanziale mancanza di interventi da parte dello stato centrale, nonostante un emergenza simile si fosse verificata anche l'anno scorso.

"Solo il 29 ottobre dell'anno scorso abbiamo avuto un fenomeno non di questa entità ma certamente analogo e che ha allarmato e su cui ci eravamo soffermati molto con delle richieste rivolte alle autorità. Noi le accogliamo sempre volentieri quando vengono ad inaugurare la Biennale, le mostre e tante altre belle manifestazioni e feste veneziane. Ma li vorremmo anche presenti intorno ad un tavolo su cui si possa discutere insieme sulla nostra sicurezza, perché di sicurezza della città qui si parla ormai", ha dichiarato il Patriarca di Venezia.

Un ultimo pensiero, monsignor Moraglia, ha voluto dedicarlo al destino del Mose, un progetto da anni atteso dai veneziani ma ancora non completato.

"Sarebbe opportuno sapere, finalmente, che ne sarà del Mose e che cosa possiamo attenderci noi veneziani dopo tante promesse e tante attese. Questo è il sentimento insieme a quello di poter visitare presto i luoghi e le persone più provate da questa acqua alta, annunciata, che assume di ora in ora proporzioni sempre più grandi''.
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